Prima festa della Misericordia di Forlì e San Benedetto in Alpe

La liturgia eucaristica, presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza, sarà preceduta da una visita guidata all'abbazia risalente al IX secolo

Sarà la Messa solenne in programma domenica, alle 11, nell’abbazia di San Benedetto in Alpe, il culmine delle celebrazioni per la festa della Misericordia di Forlì e San Benedetto in Alpe. La liturgia eucaristica, presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza, sarà preceduta da una visita guidata all'abbazia risalente al IX secolo. Posta sul poggio soprastante l’abitato di San Benedetto, ha ospitato, tra gli altri, Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Dino Campana, senza dimenticare gli onori tributati ai protettori San Benedetto abate, San Romualdo e ai protomartiri San Primo e San Feliciano, le cui reliquie “sine capitibus” riposano nella cripta sottostante.

Dopo la fusione operata nel dicembre scorso, è il primo ritrovo festoso fra gli aderenti dei due sodalizi caritativi, ora divenuti un corpo unico. Il protocollo di fusione per incorporazione della Confraternita di Misericordia di Forlì con l’omologa di San Benedetto in Alpe, è stato, infatti, siglato il 14 novembre scorso, presso lo studio del notaio Maltoni Scozzoli. Il nuovo soggetto così scaturito la Confraternita di Misericordia di Forlì e San Benedetto in Alpe O.D.V., continua ad operare nel solco del servizio socio-assistenziale svolto dalle due realtà originarie, nell’ambito della “Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia”. Se la Misericordia di Forlì, sorta nel 2010 nel nome di don Carlo Zaccaro, il compianto sacerdote fiorentino per decenni guida dell’Opera Madonnina del Grappa di Galeata, arrivò alla condivisione di energie ed intenti forte di 138 soci, di cui 50 attivi, l’omologa di San Benedetto, operativa sin dal 1973, recò in dote al nuovo soggetto 44 soci, di cui 38 attivi, per una sommatoria di 182 soci, di cui 88 operativi.

La sede legale ed operativa di San Benedetto rimane in Via Molino 21, mentre la sede forlivese intitolata a don Carlo Zaccaro resta in via Cerchia 101. All’insegna del motto “Che Dio ve ne renda merito” e con la richiesta esplicita ai soci attivi di “partecipare in divisa, da parte del firmatario della convocazione alla festa, il governatore Alberto Manni, la Festa di domenica proseguirà alle 12 con la benedizione degli automezzi delle Misericordie presenti, i saluti delle autorità, del Consigliere nazionale lsrael Devito e delle Misericordie, e alle 13 con il pranzo ai giardini di Molino riservato ai soci e agli invitati, organizzato in collaborazione con la Pro loco. Animatore dell’intero contesto festoso sarà il “confratello” Giuseppe Bertaccini, in arte Sgabanaza.

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“La festa della Misericordia – dichiara Manni - è un appuntamento annuale importante per tutti i soci, per le Misericordie consorelle e per quanti condividono con noi l'impegno di solidarietà e di aiuto concreto a chi ha bisogno. È anche una gradita opportunità di incontro, di preghiera e occasione propizia per rimotivare i rapporti di fraterna amicizia. Quest'anno, poi, in sintonia con il tema dell'Anno pastorale diocesano 2019 “Chiamati alla Fraternità”, noi confratelli delle Misericordie siamo particolarmente impegnati, nella responsabilità del nome che portiamo, a riscoprire le nostre antiche origini fondate proprio sulla solidarietà, sulla condivisione, sulla sinodalità che, nel corso dei secoli, si sono espresse nelle opere di misericordia corporale e spirituale”. La Misericordia di Forlì e San Benedetto venera come patroni la Madonna del Fuoco e San Benedetto Abate.

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