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Festa per Benedetta, il vescovo riceve la petizione: "Ma che sia festa vera, non una presa in giro"

" Non facciamo una firma per avere una festa in più o stare a casa, perché sennò sarebbe una presa in giro; ognuno si assuma le responsabilità e quel giorno sia festa per tutti "

Monsignor Corazza nell’omelia, durante la messsa che si è tenuta nel prato della villa-ex convento dell’Abbazia di Sant’Andrea a Dovadola, nella cui chiesa riposa il corpo della Beata Benedetta Bianchi Porro, sabato ha voluto toccare un tema complesso: quello dell’unione della comunità dovadolese, per contribuire allo sviluppo della divulgazione del messaggio di Benedetta da interpretare nella vita di tutti, specialmente in vista della consegna delle firme per il riconoscimento presso la Santa Sede alla Congregazione per il Culto di Benedetta patrona di Dovadola: “Sono 56 anni che Benedetta è qui – ha detto don Livio - ma è un seme appena seminato e i frutti non dipendono solo dal seme, i frutti ancora non si vedono: la paura, le divisioni e le incomprensioni sembrano prevalere sulla luminosità di Benedetta. I sogni di Benedetta si realizzeranno ogni qualvolta qualcuno, come lei, saprà imitare Gesù con l’amore della sua vita. Chiedere che diventi patrona di Dovadola significa ringraziarla per aver voluto stare con noi e noi con lei. Gesù oggi ci ha insegnato che per connettersi con lui bisogna salire in alto, far tacere il nostro egoismo, fidarsi di lui perché Dio si trova nel silenzio e nella pace. Solo allora la tempesta si placherà e trasformeremo come Benedetta il male in bene. Sia davvero patrona dei nostri cuori.”

Prima del termine della Santa Messa il Sindaco di Dovadola Francesco Tassinari e il vescovo hanno ricevuto dalle mani del parroco don Licari la petizione con le firme raccolte presso i cittadini per il riconoscimento della nuova patrona, che non eliminerà Sant’Andrea Apostolo. La festa si terrà il 23 Gennaio: “Abbiamo accolto volentieri questa petizione – ha spiegato Monsignor Corazza - che troverà risoluzione e i tempi non saranno lunghi visto che la festa è a Gennaio.  Non facciamo una firma per avere una festa in più o stare a casa, perché sennò sarebbe una presa in giro; ognuno si assuma le responsabilità e quel giorno sia festa per tutti e in particolare alla Beata Benedetta. Benedetta riposa qui e noi con il nostro esempio la rendiamo viva. E’ importante che sia patrona dei nostri cuori e della nostra vita.” Il sindaco Tassinari ha ricordato che è positivo avere una beata: “Chi non ce l’ha la cerca e Benedetta è qui con noi”. La serata è proseguita con una cena offerta dalla cooperativa Paolo Babini, la presentazione dell’ultimo libro sulla beata “Benedetta Bianchi Porro Apostola dei giovani” scritto da padre Luca Vitali e Cristina Emiliani e lo spettacolo ideato dalla Compagnia “Quelli della via”, Benedire la vita! Riscoprire la propria luce nell’incontro con Benedetta Bianchi Porro”.

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