Festa di San Mercuriale, il vescovo: "Chiamati a credere nella forza dell’amore e del dialogo"

Così il vescovo Livio Corazza durante l'omelia della festa di San Mercuriale, che si è celebrata sabato alla presenza tra gli altri del sindaco Gian Luca Zattini e del prefetto Antonio Corona

"Carissimi forlivesi, niente riempie la vita e dà significato alla vita quanto l’amore". Così il vescovo Livio Corazza durante l'omelia della festa di San Mercuriale, che si è celebrata sabato alla presenza tra gli altri del sindaco Gian Luca Zattini e del prefetto Antonio Corona. "Tutti abbiamo bisogno di respirare amore - ha evidenziato monsignore -. E la proposta cristiana è proprio nella sfida di portare l’amore in ogni punto della terra, in ogni ambito di vita, in ogni momento della vita. E, come ce lo ricorda la Parabola del buon Samaritano, l’amore di per sé necessita di atti concreti, di tempo donato, di gentilezza, di generosità e di pietà. Amore donato e ricevuto. Siamo grati all’amore che abbiamo ricevuto".

In un periodo nel quale si parla "di angoscia, di fragilità, di malattia e di morte", "se non fossero stati guidati dall’amore, i medici e gli infermieri non avrebbero dato tutto se stessi per gli ammalati. Sono andati anche oltre o, meglio, hanno vissuto in modo pieno la loro professione. Così, allo stesso modo e con lo stesso impegno, ci hanno regalato amore i sindaci, gli operatori sanitari, i farmacisti, gli edicolanti, le commesse. Hanno fatto più del loro dovere. E lo stesso vale per i nostri parroci e i nostri preti, che ci hanno fatto sentire che l’amore li guidava, che non si sono arresi di fronte alle tante difficoltà e che ci hanno fatto sentire comunità".

"Come san Mercuriale ha lottato contro i pericoli e le minacce del suo tempo, così oggi noi tutti dobbiamo ringraziare il Signore, sorgente di ogni vero amore, perché davanti alle difficoltà e ai bisogni, c’è stata la volontà condivisa di non lasciare nessuno da solo - ha sottolineato il vescovo -. La parola “comunità”, al di là di tanti limiti e difetti, si è dimostrata una parola autentica; grazie alla comunità abbiamo potuto sperimentare l’amicizia sociale, di cui papa Francesco parla nell’ultima enciclica “Fratelli tutti”. E la fraternità è amore".

Politica

Poi un richiamo ai politici, partendo dall'enciclica di Papa Francesco, con un invito affinchè "l’amore non resti fuori dalle aule consiliari o dalle sedi delle giunte comunali, e che nel confronto autentico sulle diverse opinioni e proposte non si perda mai di vista lo scopo e lo stile. Negli interventi pubblici, il rispetto alle persone, anche nelle parole e nelle azioni, deve essere esemplare. I consigli comunali non sono dei talk show, sono la celebrazione della democrazia. Come le discussioni familiari, che non devono imitare le soap opera".

Un concetto, ha rimarcato Corazza, già detto anche in passato. "Ma bisogna insistere. Avessimo anche ragione, le parole e lo stile sono sostanza. E fanno migliorare o peggiorare la comunità. Le parole sono pietre. Non solo quando contengono falsità e vanno contro l’ottavo comandamento, ma quando, in un certo senso, feriscono e vanno contro il quinto comandamento. È proprio in questi momenti che siamo chiamati a credere nella forza dell’amore e del dialogo". 

Povertà

Altro passaggio importante dell'omelia la lotta alla povertà, che "non deve venir meno. Nella nostra città, anche per merito di coloro che ci hanno preceduto, nessuno è costretto ad elemosinare, perché per ogni necessità c’è una risposta concreta ed immediata. Mense, dormitori, vestiti, ascolto, sono disponibili e raggiungibili da tutti. Liberamente una persona può chiedere l’elemosina e una persona è altrettanto libera di offrirla, ma per quello che chiede, c’è già una risposta concreta. La lotta alla povertà non deve diventare mai rifiuto del povero".

Giovani

Quindi un messaggio rivolto alle nuove generazioni: "Viviamo tempi difficili, i nervi sono tesi, i conflitti sempre più frequenti, le incertezze e le difficoltà per il futuro ci rendono tutti insofferenti. I giovani e i ragazzi sono disorientati e impauriti e guardano a noi per trovare fiducia nel futuro. Ma, nel tempo della chiusura, molti giovani, hanno saputo dare una testimonianza di solidarietà concreta, con energia e gentilezza. Pensiamo a loro ed evitiamo di alimentare ancora di più tensioni e paure. Il loro futuro ci spinge a fare ogni sforzo per non dimenticare la drammatica situazione dei cambiamenti climatici. La ricerca di un vero sviluppo sostenibile. Che si concretizza in alcune scelte individuali come, per esempio, nel piantare alberi, nel compiere con correttezza e scrupolo la raccolta differenziata, adottare stili di vita compatibili con il rispetto dell’ambiente. E, in ambito economico, con scelte produttive eco sostenibili".

Solidarietà e ricostruzione post pandemia

"Le nostre virtù personali e sociali sono messe alla prova. È più facile fare del bene quando si sta bene, è più difficile quando si deve condividere, spezzare il pane con chi è nel bisogno. Privarci anche del necessario. Non è questo il caso di questi tempi, ma i nostri padri ci hanno insegnato e testimoniato una solidarietà e una fraternità concreta nelle calamità passate. Quello che conta è salvarci insieme. Noi abbiamo un esempio di come, se tutti uniti, possiamo realizzare dei sogni - ha concluso il vescovo -. Anche noi, come Genova, abbiamo un ponte realizzato, anzi due: l’Aeroporto e il Corso di Laurea di medicina e di chirurgia. In particolare, la realizzazione di quest’ultimo sogno è stata veloce e condivisa. Per il bene della città e del futuro dei giovani. Questo metodo sarà importante tenerlo ben presente, in questo difficile momento ma soprattutto per la ricostruzione del dopo coronavirus".

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