Forlimpopoli in festa per San Rufillo. Anche una mostra dedicata a Papa Francesco

Domenica 19, alle 11, è prevista la messa comunitaria in basilica. In occasione della festa, sempre in San Rufillo sarà allestita la mostra “Gesti e parole. Jorge Mario Bergoglio, una presenza originale”

Saranno l’accensione della lampada votiva e la recita dei primi vespri solenni, in programma mercoledì, alle 19.30, nella basilica di San Rufillo, i gesti d’avvio della Festa 2019 del patrono e proto-vescovo di Forlimpopoli. Sempre mercoledì, alle 21.15, è previsto l’incontro con alcuni rappresentanti di aziende del territorio, moderato dal sindaco Mauro Grandini, sul tema “Economia civile, economia possibile?”. Giovedì, alle 10.30, concelebrazione eucaristica con i sacerdoti della Diocesi di Forlì-Bertinoro presieduta dal vescovo mons. Livio Corazza; alle 16, preghiera per gli ammalati con l’unzione degli infermi, seguita alle 19.00 dalla messa vespertina. Domenica 19, alle 11, è prevista la messa comunitaria in basilica. In occasione della festa, sempre in San Rufillo sarà allestita la mostra “Gesti e parole. Jorge Mario Bergoglio, una presenza originale”.

La rassegna è visitabile dal 15 al 19 maggio, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. La mostra sarà inaugurata martedì, alle 20.30, al termine dell’incontro pubblico, moderato dal giornalista Alessandro Rondoni, a cui parteciperanno il vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza, padre Marco Canarecci, della Comunità di Villa Regia, missionario in Costa d’Avorio e Rodolfo Casadei, giornalista. Nato ad Atene nel 292 e consacrato vescovo da papa Silvestro I nel 330, Rufillo, divenuto vescovo di Forlimpopoli, lavorò insieme a San Mercuriale, proto-vescovo di Forlì, per l’annuncio del Vangelo e la lotta alle eresie. Morì, novantenne, il 18 luglio del 382 a Forlimpopoli.

San Pier Damiani, grande teologo, vescovo e cardinale ravennate vissuto dal 1007 al 1072, nel sermone tenuto in onore di San Rufillo, riportò anche il suo testamento spirituale: “Ciò che ognuno spende amando il proprio prossimo lo spende per sè stesso. Guardatevi, o dilettissimi, dalle contese, amate la pace, siate testimoni di carità, affinché, fregiati di questi ornamenti possiate presentarvi sereni davanti alla potenza del sommo giudice”. Nel 1362, dopo la distruzione di Forlimpopoli da parte delle truppe pontefice comandate dal cardinale spagnolo Gil Alvarez Carrillo de Albornoz, le reliquie di San Rufillo furono trasportate a Forlì nella chiesa di San Giacomo in Strada, l’attuale Santa Lucia. Ritornarono a Forlimpopoli, nella basilica a lui dedicata, sei secoli dopo, per la precisione il 16 maggio 1964, per essere custodite sotto l’altar maggiore. L’artistico sarcofago che custodiva le reliquie del Santo, è rimasto inspiegabilmente a Santa Lucia. 

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