Lascia Forlì per le Filippine: festa a sorpresa per salutare suor Elisabeth

La religiosa, a Forlì dal 2006, il 23 marzo prossimo salirà su un volo intercontinentale per Manila: nella metropoli asiatica andrà a ricoprire il ruolo di direttrice nella scuola per bimbi poveri gestita dalla sua congregazione

E' stata una festa a sorpresa, quella di domenica mattina nei locali della scuola paritaria Santa Maria del Fiore, a tributare il ringraziamento dell’intera comunità forlivese a suor Elisabeth Bona Koten prima della partenza per le Filippine. La religiosa, a Forlì dal 2006 e professa solenne dal 2012 nelle fila delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, il 23 marzo prossimo salirà su un volo intercontinentale per Manila: nella metropoli asiatica andrà a ricoprire il ruolo di superiora della comunità religiosa, nonché di direttrice nella scuola per bimbi poveri gestita dalla sua congregazione.

"Si tratta - dichiara la responsabile della realtà forlivese suor Paola Banzola - di una missione attiva dal 1990, in cui vengono accolti i bimbi poveri di quel quartiere, nella periferia di Manila. Sì, per quei bambini non c’è posto nella Scuola Pubblica, proprio perché poveri. Questa opera, che si regge di Provvidenza, non si è mai limitata al solo lavoro educativo, ma le suore si sono sempre prodigate per aiutare tutte le famiglie in difficoltà, dando settimanalmente anche generi alimentari, vestiti o altro, a seconda della necessità del momento".

A Manila suor Elizabeth prenderà il posto di una consorella costretta a rientrare in Italia per motivi di salute. "Anche se la nostra scuola di Santa Maria del Fiore - commenta Francesca La Tanza per conto dell’Associazione Genitorinsieme Aps -  viene a perdere una figura centrale, per noi genitori è un motivo d’orgoglio che suor Elisabetta sia stata scelta dal suo ordine per andare a ricoprire un ruolo di così grande responsabilità". Per Elisabeth, nata nel 1977 a Muteng, poverissimo villaggio di contadini dell’isola indonesiana di Flores, l’approdo a Manila costituirà una sorta di ritorno alle origini, essendo la prima casa in cui ha vissuto (per due anni) subito dopo aver deciso di abbracciare la vita religiosa. E’ una scelta maturata l’indomani del campo vocazionale tenuto nella sua Muteng da suor Dolores, Ancella del Sacro Cuore proveniente proprio dalla missione filippina di Manila. La congregazione delle Ancelle conta circa 200 suore in 28 case diffuse in tutto il mondo: Italia, Brasile, Filippine, Togo, Colombia e Filippine. La genesi è però romagnolissima, essendo stata fondata a Lugo da monsignor Marco Morelli e madre Margherita Ricci Curbastro nel 1888. E’ un carisma che si esplica in opere educative, case di accoglienza, attività parrocchiali e didattiche, dalle scuole materne alle superiori.

A Forlì sono approdate nel 1942 in pieno conflitto mondiale, con suor Pierina e suor Bartolomea, che nel 1947 fondarono la scuola di via Ravegnana 96. Attualmente l’Istituto Paritario di Santa Maria del Fiore vanta una proposta formativa all’avanguardia, con circa 150 bimbi ripartiti fra la sezione Primaria, la Materna e il Nido, impegnati in molteplici attività didattiche e ricreative. A Forlì suor Elisabetta ha sempre svolto le funzioni di segretaria della scuola primaria, coadiuvando il corpo insegnante, interamente laico, nella cura degli alunni. “La mia missione – scrive nell’ottobre 2018 in una testimonianza resa nel faentino - è portare Gesù a tutti quelli che incontro ogni giorno, specialmente i bambini e le loro famiglie, ma anche nella preghiera”.

La suorina indonesiana ha però assolto dei compiti anche nelle parrocchie limitrofe alla scuola: se a Santa Maria del Fiore è stata catechista, alla Pianta ha seguito il gruppo giovani partecipando anche ai campi estivi. In Diocesi ha rivestito l’incarico di economa dell’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia) per lo sviluppo della comunione tra gli istituti religiosi presenti, sia maschili che femminili. “Se si esce con lei per le vie della città – si legge nel saluto che sarà consegnato alla religiosa - è un continuo di saluti. Conosce tantissime persone, giovani di generazioni diverse. Di tutti i bambini ricorda nome e cognome associandoli ciascuno alla propria maestra. Il sorriso e il saluto sono sue caratteristiche identitarie, quanto basta per accendere la giornata”. Sono queste le sensazioni indelebili che rimarranno di suor Elisabeth Bona Koten nei cuori dei tanti forlivesi che l’hanno conosciuta ed apprezzata. 

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