Festival della Libertà, polemica servita: "Paragoni vergognosi, vittime e carnefici sullo stesso piano"

“Corbari come il Duce. Iris Versari insieme a Claretta Petacci. Nell'ultimo anno e mezzo, purtroppo, la nuova maggioranza di governo di Forlì è salita spesso alla ribalta delle cronache per dichiarazioni dal sapore revisionista"

“Corbari come il Duce. Iris Versari insieme a Claretta Petacci. Nell'ultimo anno e mezzo, purtroppo, la nuova maggioranza di governo di Forlì è salita spesso alla ribalta delle cronache per dichiarazioni dal sapore revisionista poi frettolosamente smentite di fronte alla reazione dei cittadini. L'ultima sbandata, in ordine di tempo, la leggiamo sulla locandina di presentazione del Festival Caterina di Forlì-Accento di Libertà”: con le parole di Federico Morgagni di 'Forlì & Co' non tarda la polemica sul nuovo festival intitolato a Caterina Sforza, tre serate sul tema della libertà all'Arena San Domenico, sotto la direzione artistica di Davide Rondoni.

Lodovico Zanetti vicepresidente dell'Anpi provinciale Forlì-Cesena arriva a definirlo "il festival dell'orrore". Spiega: “Credevo che il festival di Caterina fosse dedicato a Caterina Sforza. Scopro, purtroppo che è un festival dell'orrore e dell'errore. Perchè in poche righe, e un italiano stentato, dalla presentazione pubblicata sul sito del comune emergono una serie di svarioni orripilanti e vergognosi paragoni". "Ora ci attendiamo una correzione, un chiarimento e una smentita - è l'invito del parlamentare Marco Di Maio -. La cultura non può diventare uno strumento di battaglie politiche che non portano vantaggio ai cittadini e seminano divisioni laddove servirebbe unire". Sul tema interviene anche il gruppo consiliare Pd, insieme al segretario comunale Maria Teresa Vaccari: “Chiediamo al Comune di Forlì l'immediata rettifica della presentazione del programma e ci riserviamo di presentare istanza di ulteriori chiarimenti nel corso del prossimo consiglio comunale del prossimo 14 settembre”

Il testo sotto accusa

Nel mirino in particolare la serata del 18 settembre intitolata “Forlì ovvero il dramma della libertà e del potere”. Nella breve presentazione sulla locandina la conferenza serale viene così presentata: “Città del Duce Mussolini, passato alla storia come dittatore e città natale del più riconosciuto capo ideologo del terrorismo “rosso” delle BR, Giovanni Senzani. Città di estremi e di negazione della libertà ma anche di lotta per la libertà. Teatro di “amicizie trasversali” come quella tra Nenni e lo stesso Mussolini e di vittime della repressione come Corbari e la sua compagna Iris, appesi in Piazza Saffi quasi a lugubre anticipo di altri due amanti appesi a Milano. Città teatro dell’ultimo attentato omicida delle BR che fecero inginocchiare e “giustiziare” il mite senatore Roberto Ruffilli. E anche città di eroi semplici per la libertà, come don Pippo e tanti altri. Una serata per ricordare, guardarsi in faccia e sapere che la libertà è un bene prezioso e che l’oppressione ha molte facce”. Un testo, pubblicato sul sito del Comune di Forlì, che non manca di suscitare ampie polemiche, in particolare per gli arditi accostamenti.

Il deputato Marco Di Maio

Afferma Di Maio: "L’interessante evento culturale, organizzato dal Comune di Forlì, dedicato a Caterina Sforza viene purtroppo presentato in maniera a dir poco scandalosa. Forlì è presentata come “città del Duce” e i martiri partigiani Silvio e Iris Corbari paragonati agli “amanti” Claretta Petacci e Mussolini, dimenticando che i primi due furono ragazzi che lottarono contro il regime imposto dal Fascismo e per questo assassinati e appesi in Piazza Saffi per terrorizzare i forlivesi. Insomma, uno scivolone che non fa onore alla nostra città, alla sua storia e che - spero - non sia antipasto di un revisionismo storico inaccettabile. Ora ci attendiamo una correzione, un chiarimento e una smentita: la cultura non può diventare uno strumento di battaglie politiche che non portano vantaggio ai cittadini e seminano divisioni laddove servirebbe unire".

Morgagni (Forlì & Co): “Zibaldone storico” 

Così Morgagni: “A prescindere dallo zibaldone di argomenti e accostamenti che contrassegna l'intera iniziativa, dalla immotivata forzatura con cui si è voluto legare la figura di Caterina Sforza al tema della libertà, un concetto che nell'accezione moderna compare solo secoli dopo e in ogni caso che si fa fatica ad associare ad una autocrate rinascimentale, dai parallelismi storicamente assurdi fra il Regime fascista, che per oltre venti anni cancellò dal nostro Paese le libertà civili e democratiche, e il brigatista Senzani, un criminale che ha operato per sovvertire lo Stato democratico senza tuttavia riuscire a scardinare la forza delle sue istituzioni e la resistenza civile dei cittadini, a prescindere da tutto questo, la cosa che non può essere in alcun modo sottaciuta e accettata è il paragone che accomuna Silvio Corbari e Iris Versari a Benito Mussolini e Claretta Petacci e che, appunto, si legge nella locandina promozionale dell'evento”.

Ed ancora: “Per gli smemorati del Comune: Silvio Corbari e Iris Versari combattevano per la libertà e, dopo essere stati trucidati, i loro corpi sono stati esposti nella nostra piazza per esplicita decisione dei vertici nazisti e fascisti allo scopo di terrorizzare la popolazione, in un mostruoso “rito di morte” e di abietto disprezzo per la dignità della persona umana che purtroppo avvenne in tante altre città d'Italia e d'Europa e che, negli stessi giorni dell'agosto '44, vide l'esposizione a piazzale Loreto (lo stesso in cui poi sarà esposto Mussolini) dei cadaveri di 15 partigiani. Benito Mussolini, viceversa, è stato il feroce dittatore che ha tolto la libertà al nostro Paese, che ha ordinato torture, omicidi e violenze di ogni genere e il cui Governo porta la responsabilità delle Leggi Razziali e dell'entrata in guerra. L'esposizione del suo corpo, insieme a quello di Claretta Petacci, non fu il frutto della volontà del nuovo Stato democratico ma il prodotto dell'esplosione della furia popolare, che è comune nei momenti di caos storico e che del resto la ferocia del fascismo, il collaborazionismo, la violenza, le deportazioni, le rappresaglie contribuirono ad esacerbare. No. Questo paragone non è accettabile. Per inciso: Iris Versari non era “la compagna di Corbari”, ma una partigiana che ha scelto consapevolmente e coscientemente di mettere a rischio la sua giovane vita per consegnarci quella democrazia e libertà di cui dovremmo fare un uso migliore”.

Il Pd: "La libertà non può giustificare il revisionismo"

“Chiunque conosca minimamente la storia di Forlì, medaglia d'argento al valor militare per attività partigiana - è il commento della segretaria comunale del Pd Forlì Vaccari - non può che rimanere basito dalla presentazione della serata inchiesta 'Forlì ovvero il dramma della libertà e del potere' organizzata dal Comune di Forlì nell'ambito del Festival 'Accento di libertà' dedicato a Caterina Sforza".

“Uno zibaldone di figure storiche e moderne appartenenti a periodi e contesti tra loro diversissimi - prosegue Vaccari - messe in fila, queste sì davvero in 'libertà', di cui si fatica a trovare il nesso logico e storico tra di loro e con il tema del festival. In questa sequenza di aberrazioni storiche e imbarazzanti accostamenti, due passaggi non possono passare inosservati. Proporre un parallelismo tra la tragica morte di Silvio Corbari e Iris Versari con quella di Benito Mussolini e Claretta Petacci è un'offesa alla verità storica, omettendo, tra l'altro, che in Piazza Saffi furono appesi ai lampioni anche Adriano Casadei e Arturo Spazzoli. Non ci è stata nemmeno risparmiata la notazione sessista, citando solo il nome di Iris Versari, staffetta e combattente partigiana che diede la vita per liberare il nostro Paese dalla dittatura nazifascita, e solo in quanto “compagna di Corbari”, mostrando di non conoscere il ruolo determinante che le donne, anche e soprattutto quelle forlivesi, hanno avuto nella lotta di Resistenza.”

"Non so chi abbia redatto questo testo” - conclude Vaccari - “e se l'essere riuscito a mettere in sei righe tante assurdità sia frutto di ignoranza della storia o, come temo, della volontà di un'operazione di revisionismo storico, strumentalizzando il nobile concetto di 'libertà'”. Sul tema interviene anche il gruppo consiliare Pd: “Chiediamo al Comune di Forlì l'immediata rettifica della presentazione del programma e ci riserviamo di presentare istanza di ulteriori chiarimenti nel corso del prossimo consiglio comunale del prossimo 14 settembre”.

Zanetti: “Carnefici e vittime sullo stesso piano”

Dello stesso avviso Zanetti per l'Anpi: “Intanto, mettere nello stesso calderone medioevo, terrorismo, resistenza e fascismo pare eccessivo. Come è sbagliato definire Forlì città del duce, e parlare di terrorismo "rosso" seppure tra virgolette, perchè io ricordo Guido Rossa,  operaio comunista ucciso come Ruffilli dalle BR, e so che il PCI fu di quel terrorismo il più acerrimo nemico. Ma soprattutto è inaccettabile il paragone tra Corbari e Iris Versari (dimenticando Casadei e Spazzoli) appesi dai fascisti ai lampioni in piazza, con Mussolini e  Claretta Petacci. Primo, perchè è assurdo e fuorviante paragonare il carnefice e le vittime, poi perché l'autore del testo probabilmente ignora le ragioni di piazzale Loreto. Pochi  mesi prima lì, erano stati esposti e lasciati al sole d'agosto i corpi di 14 partigiani fucilati, con Mussolini che commentò, profeticamente, 'Questo sangue ricadrà su di noi'. E è grave ignorare pure che mentre a Forlì i fascisti costrinsero i cittadini a vedere lo scempio, a Milano Pertini appena saputo intervenne per rimuovere i corpi, e Parri commentò con un "macelleria messicana". Quanto all'amicizia di Nenni, vera, bisognerebbe ricordare, però, al netto della commozione personale, come titolò per suo volere l'Avanti la notizia della fucilazione di Mussolini, "Giustizia è fatta".

“Era difficile mettere insieme tante corbellerie storiche, ma a peggiorare il tutto contribuisce  una serie di ripetizioni , cosa che evidenzia la necessità per l'estensore del testo di comprare al più presto un dizionario dei sinonimi e dei contrari. Insomma , una presentazione da 0 in storia, e da 2 in italiano. Consiglierei all'amministrazione di leggere cosa pubblica, onde evitare figuracce da debito formativo. Mi dicono che il comune, sul sito, abbia rieditato il testo. Spero sia vero. Come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi. Farlo prima, però è meglio”.

Articolo Uno

Commentano da Articolo Uno: "Sciatteria culturale e tentazioni revisioniste intridono la presentazione del festival forlivese dedicato a Caterina Sforza in un bizzarro guazzabuglio che appare più concentrato sul secolo breve che sul tardo rinascimento locale; inclinazione peraltro non  nuova, durante il ventennio era consueto celebrare la figura di Mussolini paragonandolo al figlio di Caterina, Giovanni dalle Bande Nere. L’incipit del volantino che descrive testualmente il “duce Mussolini, passato alla storia come dittatore” è già in sé risibile nella pochezza del tentativo di insinuare che Mussolini potesse essere ricordato anche per altro; tocca ricordare a chi ancora pare non accettarlo che non risulta esistere un ufficio reclami a cui ricorrere per i giudizi storici. Per sgombrare il campo da equivoci sulle inclinazioni alla revisione, l’estensore aggiunge inoltre un agghiacciante parallelo tra l’esposizione dei corpi di Corbari e Versari e quelli di Mussolini e della Petacci, in un antistorico tentativo di nascondere con patetico lirismo da destini incrociati che la macabra pratica delle istituzioni fasciste della Rsi di esporre i corpi dei partigiani fu abbastanza frequente da rendere evidente la ragione per cui la storia abbia decretato che il fascismo null’altro fu che che una dittatura".

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