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"Finalmente inizio una nuova vita". Ha ricevuto un rene dal fratello

"Finalmente inizio una nuova vita". Con questo "sms", immesso nella serata di martedì nella vasta rete di amici e conoscenti, Samuele Della Corna ha annunciato la riuscita del trapianto di rene ricevuto in dono dal fratello minore

“Finalmente inizio una nuova vita”. Con questo “sms”, immesso nella serata di martedì nella vasta rete di amici e conoscenti, Samuele Della Corna ha annunciato la riuscita del trapianto di rene ricevuto in dono dal fratello minore Mattia giovedì scorso, presso il Policlinico “Sant’Orsola” di Bologna. “Il Signore ha ascoltato le nostre preghiere”, comunicano i genitori Mariella e Francesco Della Corna, conosciuti per la loro generosità ben oltre i confini di Santa Maria Nuova di Bertinoro, la località di residenza.

Prima dell’annuncio di “Samu”, a tenere vivo il fronte delle informazioni sulle condizioni di Samuele e Mattia ha provveduto Lorenzo, il fratello mediano. Dopo alcune incertezze della prima ora, il quadro clinico si è stabilizzato, evolvendo al meglio. “Ci sono voluti otto mesi – racconta Lorenzo - ma alla fine i medici del Sant’Orsola sono riusciti nell’intento. Voglia il Signore che il dono di Mattia possa ridare a Samuele una vita normale, dopo tanti anni di sofferenze”. Patimenti che vengono da quel terribile agosto 2002, in cui “Samu” rimase vittima di un terribile incidente stradale ad Haiti, proprio mentre stava per ritornare in patria al termine di 18 mesi di volontariato nelle fila dell’Avsi di Cesena. Il giovane fu soccorso in condizioni disperate e aviotrasportato a Miami, in Florida. Nonostante la diagnosi infausta, dopo un mese uscì miracolosamente dal coma.

Fra Cesena e Forlì si accese una gara di solidarietà senza precedenti per aiutare i genitori del ragazzo a sostenere le enormi spese ospedaliere. Poi il ritorno a casa, la riabilitazione, il recupero di gran parte delle funzioni, senza però ritornare quello che era. Nell’estate del 2009 “Samu” perde la funzionalità renale: il trattamento farmacologico conseguente all’incidente è stato pesante, i suoi preziosi filtri del sangue alzato rassegnati bandiera bianca. Inizia la dialisi mediante innesto peritoneale, che il giovane fa di notte a casa, in una camera antisettica attrezzatagli dal padre, un gigante di carità, fondatore dell’Avo romagnola ed esponente di spicco del volontariato cattolico. Nella grande “colonica” di via Bagalona, a Santa Maria Nuova Spallicci, in aggiunta ai tre figli naturali Francesco ha ospitato ed accudito anche 19 persone alla volta. Attualmente sono in nove: Francesco, Mariella, Samuele, due minori in affido, due giovani accolti in fasce e talmente legati a quella casa da non riuscire ad andarsene, un’anziana, un altro ventenne che sta troppo bene in quel clima d’amore così innaturale ai nostri tempi.


In Italia, la “donatio inter vivos” non è un fatto isolato. Diventa singolare se inserita nello straordinario contesto di attenzione al prossimo, che è la famiglia Della Corna. Il padre Francesco con la sua semplicità riesce sempre a sorprendere anche chi conosce bene la sua filosofia di vita: “Samuele è figlio di tutti, delle tante persone che ci consentirono di salvarlo quando stava morendo. Mai delegare: ognuno di noi deve mettersi in gioco fino in fondo”. E’ quanto ha fatto Mattia, il donante, decidendo di aiutare Samuele tutto d’un fiato, non appena i medici hanno espresso la possibilità di un trapianto salvavita per il fratello. Adesso il “calvario” sembra finito: Samu sta bene. Grazie al fratello minore Mattia, sta già ritornando a quella vita normale che gli mancava dall’ormai lontano 2002.

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