"Finanziavano la jihad", chiesto il rinvio a giudizio per terrorismo: due avevano soggiornato a Forlì

La richiesta, firmata dal pm Antonella Scandellari e dal procuratore capo Giuseppe Amato, e' stata depositata mercoledì

La Procura di Bologna chiede il rinvio a giudizio per le quattro persone - due somali e due etiopi tra i 23 e i 29 anni, tre dei quali si trovano in carcere e uno agli arresti domiciliari - fermati il 29 maggio del 2019 per i reati, contestati a vario titolo, di "finanziamento di condotte con finalita' di terrorismo" e "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" nell'ambito di un'inchiesta della Digos coordinata dalla Dda bolognese. La richiesta, firmata dal pm Antonella Scandellari e dal procuratore capo Giuseppe Amato, e' stata depositata mercoledì.

In particolare, ai due etiopi e a uno dei somali si contesta il finanziamento di condotte con finalita' di terrorismo, in quanto avrebbero raccolto e inviato in Somalia denaro in parte destinato all'acquisto di armi e munizioni per i gruppi terroristici Al Shabaab e Onlf (Ogaden national liberation front), attivi proprio in Somalia e in Etiopia. Tra le somme raccolte, ci sono i 6.915,40 euro di sussidi che uno di loro aveva ottenuto fraudolentemente dalle Autorita' francesi, in quanto rifugiato proveniente da un Paese in guerra.

Uno dei due etiopi aveva invece inviato a "non meglio identificati cittadini somali" 2.777,26 euro, mentre alcune centinaia di euro erano state inviate, sempre a cittadini somali non meglio identificati, dall'altro etiope. I tre, che erano titolari del permesso di soggiorno avendo ottenuto la protezione internazionale, hanno agito in Emilia-Romagna, in particolare a Forlì, in Lombardia e in Piemonte e all'estero tra il settembre del 2018 e il maggio del 2019. 

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Per i due somali e uno degli etiopi c'e' poi l'accusa di "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" per aver "promosso, organizzato ed effettuato il trasporto di stranieri nel territorio italiano per procurarne illegalmente l'ingresso in altri Stati, soprattutto del Nord Europa", il tutto ovviamente dietro compenso. In questo caso, i fatti contestati sarebbero stati commessi a Milano e in altre localita' italiane, in Svizzera e in Austria. (fonte Agenzia Dire)

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