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Finte associazioni di ciechi chiedono offerte al telefono: "Attenti alla truffa"

"Diffidate da chi chiede telefonicamente denaro a nostro nome". La sezione forlivese dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione provinciale di Forlì-Cesena, è in stato di massima allerta

“Diffidate da chi chiede telefonicamente denaro a nostro nome”. La sezione forlivese dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione provinciale di Forlì-Cesena, è in stato di massima allerta: qualcuno continua a chiedere soldi spacciandosi per emissari della massima organizzazione italiana dei non vedenti. “Siamo venuti a conoscenza – comunica il presidente Uici di Forlì-Cesena Aldo Argentieri - che si stanno effettuando telefonate a nome dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per raccogliere fondi”.


In passato, l’Uici si è avvalsa di agenzie incaricate di raccolta, ma è una prassi conclusa da tempo. “Pertanto – ammonisce il presidente - si invitano i cittadini a diffidare di tali telefonate e di segnalare la cosa a noi (0543.402247 - e-mail: uicfo@uiciechi.it), alla polizia o ai Carabinieri”. E’ una truffa bella e buona, che si diffonde come un’epidemia proprio adesso, in occasione delle festività natalizie e di fine anno e che tocca molte altre associazioni di volontariato, spesso ignare del gioco. Questo non significa che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Forlì-Cesena non abbia più bisogno di fondi: “I contributi in denaro a sostegno del nostro operato di sensibilizzazione e prevenzione in una materia molto dolorosa, quali sono le patologie e i traumi alla vista, sempre ben graditi – conclude Argentieri – però portateli direttamente alla nostra sede, in piazzale della Vittoria, 12”. Tutte le richieste telefoniche a nome dell’Uici, per usare un termine informatico, sono “fake”, falsi, inganni belli e buoni.

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