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Focolaio alla Drudi, preoccupazione tra le famiglie. L'Ausl: "Prese tutte le misure di sostegno al gestore"

"Durante questi mesi il personale operante nella Drudi è stato adeguatamente formato  sia rispetto alle misure per prevenire la diffusione del virus che rispetto alle misure di gestione di ospiti positivi".

E' forte la preoccupazione delle famiglie che hanno anziani alla casa di riposo Davide Drudi di Meldola, con l'esteso focolaio di Covid che sta riguardando la metà degli ospiti e bloccando la campagna vaccinale in questa struttura. A porre una serie di interrogativi se tutti i protocolli sono stati seguiti a dovere è stata, in una lettera aperta, una famiglia con un'anziana ultraottantenne attualmente positiva al virus alla Drudi. La lettera  ha chiesto se gli ospiti vengono adeguatamente e con costanza seguiti al punto di vista medico, e se i provvedimenti presi nelle ultime due settimane non potevano essere presi prima. Le famiglie lamentano anche mancanza di comunicazione, tanto che per giorni e giorni non riuscirebbero a entrare in contatto col personale medico. 

Alle questioni poste risponde l'Ausl Romagna, che spiega in sostanza che sta facendo tutto il possibile: "Durante tutta la fase epidemica, dall’insorgenza ad oggi, il ruolo dell’Azienda USL consiste nel supporto organizzativo e clinico-assistenziale al gestore della struttura per la gestione dell’emergenza sanitaria. Durante questi mesi, per la Drudi, così come per le altre strutture socio-sanitarie del Distretto di Forlì, sono state tempestivamente applicate tutte  le procedure e le istruzioni operative previste a livello dell’Azienda USL della Romagna, basate sulle indicazioni nazionali, regionali e della letteratura scientifica. Tra le richieste dell’Ausl, attuate dalla Drudi, rientra anche la stesura e applicazione di un Piano Operativo della Struttura per la prevenzione e la gestione dell’emergenza sanitaria. Durante questi mesi il personale operante nella Drudi è stato adeguatamente formato  sia rispetto alle misure per prevenire la diffusione del virus che rispetto alle misure di gestione di ospiti positivi".

Sul focolaio attuale aggiunge la nota dell'Ausl: "Con particolare riferimento all’attuale emergenza l’Azienda USL ha messo in atto tutte le misure organizzative realizzate durante la precedente situazione di criticità sin dai primi riscontri di casi positivi: personale infermieristico e medico del Nucleo Assistenza Territoriale si reca quotidianamente nella struttura, con il supporto di un’equipe multidisicplinare composta da medici geriatri, medici di sanità pubblica e infermieri esperti nella gestione del rischio infettivo ed esperti sul piano assistenziale e organizzativo. L’Azienda USL effettua settimanalmente i tamponi di screening per monitorare puntualmente l’andamento del contagio. Al riguardo occorre precisare come la messa in atto di tutte le procedure e le azioni scientificamente validate contribuisce a ridurre il più possibile il rischio di contagio, ma non a evitarlo completamente, poiché è l’applicazione rigorosa delle misure di contenimento del contagio che può dare i migliori risultati. A tal fine l’Azienda USL continuerà la sua azione di attenta sorveglianza e di supporto al gestore della struttura. L'azione dell'AUSL è anche rivolta a promuovere la comunicazione con i familiari in stretta collaborazione con i medici di famiglia, nella consapevolezza della sofferenza umana che in questo momento stanno vivendo ospiti, familiari e operatori."

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