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Focolaio e decessi alla Drudi, la Uil: "Turni massacranti e richiami, gestore chiuso ai sindacati"

Preoccupa la situazione della casa di riposo Drudi di Meldola, dove si contavano a sabato scorso 33 decessi per Covid. Non solo per il contagio, ma anche per la situazione dei lavoratori

Preoccupa la situazione della casa di riposo Drudi di Meldola, dove si contavano a sabato scorso 33 decessi per Covid. Non solo per il contagio, ma anche per la situazione dei lavoratori. Lo mettono nero su bianco il segretario della Uil forlivese Enrico Imolesi, e i responsabili della Uil Fpl Massimo Monti e Renzo Amadori. Scrivono gli esponenti sindacali: “Numerosi sono stati e continuano ad essere i momenti di frizione formalizzati ed affrontati nelle diverse ed opportune sedi. Da mesi riceviamo e continuiamo a ricevere decine e decine di segnalazioni da parte di operatrici rispetto a criticità di ogni tipo”.

“Da parte nostra continueremo a gestire e tutelare tutte le lavoratrici e lavoratori che dovessero trovarsi in difficoltà ribadendo che richiami e turni infiniti non sono “buone pratiche”. Il gestore continua e trincerarsi dietro un atteggiamento di chiusura e noncuranza di quelle buone relazioni sindacali che invece sono sempre state alla base della gestione della struttura. Peccato trovare questo muro perché proprio questa modalità gestionale sta condannando la struttura ad essere sempre più l’ultima scelta professionale per molte infermiere ed Operatrici socio sanitarie.
Una grande struttura come queste merita molto di più”.

“Accogliamo con grande interesse lo spunto lanciato dal Cda nel suo ultimo comunicato dove evidenzia come la pandemia ha posto in primo piano le criticità dell’attuale sistema di accreditamento delle strutture residenziali per anziani, evidenziandone i limiti e le carenze soprattutto sul versante dell’assistenza sanitari. Un intervento che rilanciamo in pieno perché è evidente come il rapporto tra proprietà e gestione così strutturato rappresenti sempre più un “cortocircuito”. Esempio lampante è quello relativo alla stanza degli abbracci, finanziata e creata dall’amministrazione comunale che però ad oggi ci risulta non ancora resa operativa dal gestore. Va ripensate l’organizzazione dell’assistenza perché la Drudi, come altri grandi strutture del  nostro territorio, sono state e possono rappresentare in futuro un enorme patrimonio in termini di benessere e tutela dei nostri concittadini.  Luoghi dove offrire agli anziani quanto più sostegno possibile ed allo stesso tempo garantire percorsi lavorativi stabili e positivi. Questo il futuro che vogliamo pertanto è il momento di aprire un profondo dibattito sul futuro della Drudi che sta, evidentemente, imboccando una strada ben diversa da quella che tutti vorrebbero”, conclude la nota.

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