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L'edificio in costruzione

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Fondazione Fornino Valmori: un futuro per le persone autistiche

"I lavori procedono secondo programma, a primavera potremmo veramente partire con le attività". Il primo a riporre piena fiducia sull'operatività e l'efficacia della Fondazione "Fornino Valmori", è il dottor Galeazzo Garavini

“I lavori procedono secondo programma, a primavera potremmo veramente partire con le attività”. Il primo a riporre piena fiducia sull’operatività e l’efficacia della Fondazione “Fornino Valmori”, è il dottor Galeazzo Garavini, ex dirigente dei servizi di integrazione socio-sanitaria dell’Ausl di Forlì e futuro direttore sanitario della struttura. Nel grande centro socio-riabilitativo in fase di ultimazione alle porte di Fratta Terme, troveranno casa, occupazione e futuro almeno 20 persone affette da sindrome autistica.

L’idea di realizzare un’azienda cooperativa operante in settori diversi e aperta al lavoro di giovani con disabilità prevalentemente psichica, è venuta nel 2008 a due imprenditori di successo: Vincenzo Fornino e Otello Valmori. Condividendo la stessa problematica in seno alle rispettive famiglie, i due imprenditori hanno pensato di unire le forze e mettere sul piatto la bellezza di 12,8 milioni di euro. Il sogno della “Fornino Valmori”, postato anche nella specifica pagina su “Facebook”, è chiaro: “Dare speranza e opportunità a persone che da sole non potrebbero farcela, e che, sostenute e inserite all'interno di un contesto sano, possano lavorare e vivere in serenità”. Vincenzo Fornino, presidente della Fondazione, insiste: “Vedo in giro molte persone in difficoltà che, se fossero state adeguatamente sostenute in giovane età, ora potrebbero vivere con notevoli livelli di autonomia”. Da qui l’esigenza di non dare solo risposte assistenziali, e di agire sulla prevenzione anziché sull’emergenza.

Il progetto coinvolge ben 22 ettari di terreno, di cui uno piantumato a bosco e piante da frutto. Il suo culmine sta nella realizzazione di due unità abitative per 20 posti, 12 per persone con disagio psichico e 8 per autistici, con possibilità di alloggio, anche solo temporaneo, per i rispettivi familiari. Agli ambienti residenziali vanno aggiunti i laboratori di falegnameria, lavorazione del ferro, tessitura e mosaico. Da qui l’esigenza di non dare solo risposte assistenziali, e di agire sulla prevenzione anziché sull’emergenza. I manufatti realizzati dai ragazzi saranno esposti in un emporio, che fungerà anche da “farmer market” per la vendita di quanto coltivato per 12 mesi l’anno all’interno di una serra riscaldata di 600 metri quadrati. La Fondazione disporrà anche di un maneggio e di una scuderia per allevamento, tenuta e cura di oltre 30 cavalli, anche a pigione. Disponendo di un percorso di 4 chilometri, l’impianto potrà essere utilizzato sia dai ragazzi del centro come ippoterapia, che da utenti esterni. Per le attività di tempo libero saranno inoltre disponibili un campo da calcetto, da tennis e da pallavolo, oltre ad un piccolo laghetto per la pesca sportiva circondato da un ampio prato.


La Fondazione opererà sia con i privati e il terzo settore, che con il pubblico, in quest’ultimo caso sulla base di convenzioni con Comuni e Asl in testa, offrendo massima collaborazione alle associazioni di tutela dei diritti delle persone con disabilità. La forza dei Fornino e dei Valmori sta nell’aver pensato non solo a sé stessi, al “dopo di noi”, ma anche ad altre famiglie con le stesse problematiche. In primavera il territorio forlivese si arricchirà di un’opera di straordinario valore sociale e con precise finalità riabilitative ed educative, dove il primo grande fattore di autonomia e indipendenza delle presone accolte sarà proprio il lavoro.

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