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Parte della refurtiva (foto Frasca)

Parte della refurtiva (foto Frasca)

Badanti 'fedeli' facevano razzia di preziosi: inchiodate dai controlli nei compro oro

L'attività dell'Arma, nome in codice "Goldfinger", è scaturita da una serie di controlli capillari in ventiquattro negozi specializzati nella compravendita di oro

Oro, preziosi, argenteria e monete di valore. Le badanti di due anziani non si erano fatte mancare nulla. Un'incensurata romena di 35 anni ed una 18enne di nazionalità polacca, anche quest'ultima senza precedenti penali alle spalle, sono state denunciate a piede libero al termine di due distinte operazioni dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Forlì-Cesena per furto aggravato e continuato. Nei guai anche il fratello gemello della giovane, che l'avrebbe aiutata a vendere la refurtiva nei compro oro della provincia.

L'attività dell'Arma, nome in codice "Goldfinger", è scaturita da una serie di controlli capillari in ventiquattro negozi specializzati nella compravendita di oro in provincia. Dai registri dei punti vendita sono emersi alcuni nominativi sospetti in base alla merce venduta, che ha indotto i Carabinieri a controlli incrociati, con verifica degli importi e il tipo di prezioso piazzato sul mercato.

Attraverso l'inchiesta, è emerso come una badante 35enne romena avesse rubato dallo scorso luglio ad una coppia di anziani benestanti (l'uomo malato di Alzheimer) preziosi per 10mila euro, tra i quali collane, anelli, argenteria, penne antiche, ma anche 22 sterline "Elisabetta II" d'oro. L'altra badante finita nel mirino degli investigatori invece ha sottratto invece ad un'anziana monili per 5mila euro, per poi venderne in parte con l'aiuto del fratello gemello. Il 90% della refurtiva è stato recuperato.

Sono stati i Carabinieri ad informare le vittime di esser state derubate dalle rispettive badanti, le quali, per arrontondare la paga, avevano deciso di dedicarsi ai furti di preziosi da poi vendere nei compro oro, approfittando anche del rapporto di fiducia che si era instaurato con gli anziani. L'inchiesta, seguita dal pubblico ministero Michela Guidi, prosegue per verificare eventuali sviluppi.

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