Il Consiglio approva il piano della mobilità: fissati gli obiettivi su bus, sosta, ztl e traffico in città

Il piano è stato approvato con 18 voti favorevoli, due astensioni tra la minoranza e otto contrari. I piani attuativi "possono essere svolti in forma partecipata"

Dalla revisione delle ztl, in aumento del 35%, e dei criteri di accesso al centro storico, a una maggiore offerta di sosta per i residenti. Zona pedonale in aumento e focus sul potenziamento del trasporto pubblico locale, con il ritorno in piazza Saffi. Infine i collegamenti con le altre realta'. Sono alcune delle tendenze tracciate dal Piano urbano della mobilita' sostenibile, Pums, di Forli', illustrato oggi in Consiglio comunale dall'assessore all'Ambiente Giuseppe Petetta e approvato con 18 voti favorevoli, due astensioni tra la minoranza e otto contrari. I piani attuativi "possono essere svolti in forma partecipata", precisa in sede di replica l'assessore, accogliendo le "sfide" per intercettare risorse per i mezzi elettrici, "ci saranno piu' di 150 milioni di euro per la Romagna", e sul trasporto pubblico gratuito, "ci confronteremo con Regione".

È "la fiera dell'ipocrisia, e' il Pums del Pd riproposto tale e quale", attacca Daniele Vergini del Movimento 5 Stelle sottolineando che "l'adozione puo' portare a sanzioni, non partecipiamo al voto". Il collega Simone Benini chiede "piu' coraggio" e ribadisce la proposta di "trasporto pubblico locale gratuito, si puo' fare". Dai banchi del Partito Democratico, il capogruppo Soufian Hafi Alemani segnala che gli obiettivi del Piano sono "nettamente al di sotto dei paradigmi" per il tpl. Sono state raccolte 2.000 firme in centro storico, aggiunge, per dire no a questo Pums che ancora "contrappone crescita e ambiente, un errore che non possiamo permetterci". Non si deve, conclude, "essere conservatori, ma rivedere la mobilita' nel centro storico in base alle attivita' presenti".

La collega Loretta Prati avanza la proposta di un monitoraggio dell'inquinamento dell'aria in piazza Saffi, e in tutto il centro storico, da dove passeranno tutte le linee di autobus, con un aumento di percorrenza di 108.000 chilometri all'anno. Start Romagna, prosegue, ha ancora bus a gasolio che "saranno sostituiti solo in parte". Ma anche fossero tutti a metano l'aumento di emissioni arriverebbe a 130.000 tonnellate all'anno. Servirebbe una "riduzione di 1,1 milioni di chilometri negli spostamenti" per compensare, senza dimenticare l'inquinamento acustico.

Massimo Marchi di Italia Viva trova il progetto "scarsamente dettagliato" e poco condiviso con i cittadini. "Il centro storico non si fa vivere riportando i bus", evidenzia optando pero' per l'astensione. E cosi' fa, ma con ironia, Giorgio Calderoni di Forli' e co: "Non sapendo che sesso ha il Pums non posso esprimermi pro e contro. È un ermafrodito che lo cambia a secondo del divenire e delle necessita'". Contrario invece il vicino di banco Federico Morgagni: "Non ci siamo. La direzione dovrebbe essere quella della sostenibilita'". Il capogruppo di Forza Italia, Lauro Biondi, mette invece sul piatto "il problema di rilanciare la citta', di cercare un livello di compatibilita' su qualita' di vita e ripresa economica. Dal centro storico arriva un grido di allarme, e voi contate quanti bus passano", contrattacca. Occorre, conclude, "affrontare la questione della sosta, vogliamo migliorare la qualita' di questa città". Dello stesso avviso Davide Minutillo di Fratelli d'Italia che dice no al "talebanismo ambientale": occorre rendere il centro storico "piu' adeguato a ospitare eventi" e migliorare mobilità e parcheggi. "La nostra visione è completamente diversa", sentenzia. (Fonte: Agenzia Dire)

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