Cronaca Ronco / Via degli Avieri

"Sì, sono io": la fuga del pentito di camorra Pietro Esposito finisce a Forlì

Alle ricerche di Esposito, che già in passato aveva usufruito di permessi, hanno partecipato diverse decine di uomini di polizia, carabinieri e penitenziaria

Pietro Esposito in manette

"Si, sono io". Non ha opposto resistenza. Pietro Esposito, il pentito di camorra di 47 anni che non aveva fatto rientro in carcere nella casa circondariale S. Donato di Pescara dopo un permesso premio sabato scorso, è stato catturato venerdì mattina dagli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Forlì mentre stava passeggiando per le vie del Ronco. Tutto è partito da una segnalazione dagli agenti della Squadra Mobile di Pescara, che hanno localizzato il telefonino del 47enne nella zona di via Degli Avieri, nei pressi di viale Bidente.

LA CATTURA - A quel punto i poliziotti della Questura di Forlì hanno setacciato l'area, perquisendo l'abitazione che si trova al piano di sotto di un edificio in cui è ospitato anche un bed and breakfast della zona. Ma di Esposito nessuna traccia. La successiva perlustrazione ha permesso di individuarlo mentre stava passeggiando. Impegnato a mandare messaggini con il telefonino, l'evaso non si è accorto della presenza dei poliziotti. "Cinturato" da quattro agenti è stato poi bloccato: "Si, sono io", ha subito ammesso. L'uomo è stato arrestato in flagranza di reato con l'accusa di evasione e si trova attualmente in carcere a Forlì a disposizione del pm Marilù Gattelli. L'udienza di convalida si terrà sabato. A seguire la vicenda è seguita anche dal procuratore capo Sergio Sottani.

GLI ELOGI DEL QUESTORE - La cattura del pentito evaso è il sintomo "che il lavoro in piena armonia e sinergia sul territorio porta risultati", ha commentato il questore di Forlì Salvatore Sanna, spiegando che l'uomo è stato individuato grazie ad una segnalazione della Squadra Mobile di Pescara. "I loro servizi tecnici lo registravano sul nostro territorio, nel quartiere Ronco". Esposito, portato in Questura, ha indicato dove aveva passato la notte. La polizia perquisendo il luogo ha trovato il documento d'identità dell'uomo e ha avuto conferma dell'identità del latitante.

I PRECEDENTI - Sulla vicenda venerdì mattina il pubblico ministero della Procura di Pescara Barbara Del Bono aveva aperto un'inchiesta. Il camorrista, con le sue rivelazioni, aveva portato all'ordinanza di custodia nei confronti del boss Paolo Di Lauro e a individuare anche i responsabili dell'omicidio di Gelsomina Verde, in cui era coinvolto e per il quale fu condannato. La 22enne fu uccisa nel 2004 durante la faida di Scampia perchè fidanzata di un esponente degli Scissionisti.

I COMPLIMENTI DEL DEPUTATO DI MAIO - "La brillante operazione compiuta dalla Squadra mobile di Forlì - afferma il parlamentare forlivese Marco Di Maio - conferma tutta la professionalità e la qualità delle forze dell'ordine che operano sul nostro territorio. Ho espresso telefonicamente al questore Salvatore Sanna, intendendo così rivolgermi a tutti gli uomini della Polizia di Stato che hanno contribuito all'esito positivo di questa operazione, le più fervide congratulazioni per il risultato conseguito".

LE CONGRATULAZIONI DI BULBI - Il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, ha esternato le sue congratulazioni "con il Questore, per il tramite suo, con tutto il personale della Polizia di Stato coinvolto nell’importante operazione che ha permesso di catturare un pericoloso latitante presente sul nostro territorio. Ancora una volta le forze dell’ordine hanno confermato il loro alto livello di professionalità, che costituisce un presidio di reale sicurezza per il territorio provinciale".

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