menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il Babbo Natale dei bimbi sofferenti gira sino a Carnevale

Anche quest'anno sino a Carnevale, si rinnova la singolare esperienza del Babbo Natale di Padre Pio, alias l'artigiano forlivese Davide Marchetti, che recherà doni a centinaia di bimbi sofferenti in tutt'Italia

Il Babbo Natale “non stop” parte da Forlì. Durerà fino a Carnevale la peregrinazione del Babbo Natale di Padre Pio, alias Davide Marchetti. Spinto dalle 200 letterine giunte da ogni dove al suo domicilio di via Campo degli Svizzeri, l'idraulico forlivese prestato alla carità è già in piena attività. Con la sua renna “station wagon” targata “FC” toccherà decine di luoghi italiani, uniti fra loro da una toccante particolarità: sono tutti ambienti intrisi della sofferenza peggiore, quella infantile.

Nel programma di viaggio compaiono orfanotrofi, centri di riabilitazione e case famiglia, ma anche le pediatrie di numerosi ospedali, da nord a sud. L'apice emotivo è rappresentato dal reparto di oncologia Pediatrica dell'ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, in Puglia. Esattamente il giorno dell'antivigilia, a poche decine di metri dal convento che accolse la parabola terrena di Padre Pio da Pietrelcina, il Santo con le Stimmate, il singolare Babbo Natale donerà una miriade di giochi: dalla classica automobilina alla “playstation” ultimo grido. Fino al 23 dicembre, Marchetti rimarrà nel Gargano. Poi risalirà lo Stivale sino a Firenze e Bologna, per giungere a Padova il giorno alla vigilia.

La notte di Natale sarà “profeta in patria” nella sua Forlì, assistito dagli aderenti al Gruppo di Preghiera Padre Pio di “Santa Maria del Fiore”, di cui è coordinatore da almeno un ventennio. “Ho iniziato a fare il Babbo Natale per i miei figli e i loro compagni di scuola e di parrocchia, tanti anni fa. Mi accorsi subito del sorriso e della gratitudine che riuscivo a strappare ai bimbi che incontravo, anche perché gli portavo quello che chiedevano. Quel ruolo è divenuto un impegno portante della mia vita”. Ogni anno a novembre è la solita storia. Chiedere alla moglie Loretta per i dettagli: appena il postino consegna le prime letterine, Davide sente il dovere morale di riprendere il viaggio. “Mi metto subito alla caccia del regalo richiesto dai bambini. Quando non è possibile, cerco di procurare qualcosa che gli assomiglia. L'importante è strappare un sorriso a creature che spesso sono già all'epilogo della loro esistenza”.

“Caro Babbo - scrive dalla Puglia in 'braille” Simone, bimbo cieco di 9 anni - non è che ci puoi riportare l'acqua in casa? Il mio papà ha perso il lavoro e ci hanno tagliato tutto: acqua, gas e luce. La casa no, perché quella ce l'hanno lasciata i nonni”. Ma c'è anche una letterina “terribile”, di quelle che sarebbe meglio non leggere: un'adolescente ricoverata in una struttura del sud Italia, malata terminale e perfettamente conscia del suo stato, chiede a Babbo Natale di mantenere nella pace e nella serenità la madre, nel momento in cui lei sarà ritornata in cielo. Davide Marchetti riesce a farsi carico della sofferenza di tanti piccoli e dei rispettivi genitori, grazie alla grande fede. L'idraulico solidale continuerà ad affacciarsi da una pediatria all'altra, ben oltre il giorno della Befana. Il primo obiettivo è regalare la certezza che al mondo qualcuno che ascolta c'è, anche solo una volta l'anno.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento