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A Capodanno la Marcia della Pace parte da Piazza Saffi

Esordirà alle 16.30, direttamente dal chiostro di San Mercuriale, la 45° edizione mondiale - la 32° a livello forlivese - della Marcia della Pace di Capodanno nel centro della città

Esordirà alle 16.30, direttamente dal chiostro di San Mercuriale, la 45° edizione mondiale – la 32° a livello forlivese – della Marcia della Pace di Capodanno nel centro della città, organizzata dalle Consulte diocesane delle aggregazioni laicali e degli organismi socio-assistenziali, in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro. Alle 15.30, la stessa abbazia di piazza Saffi, già Campo dell’Abate, sarà teatro della preghiera comunitaria guidata dal nuovo parroco dell’Unità pastorale San Mercuriale-Santa Lucia, don Enrico Casadio.

Il neo abate sintetizzerà il messaggio scritto da papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2012, per poi dare spazio ad alcune testimonianze di esperienza di educazione alla pace e alla giustizia sul territorio. A cominciare dal resoconto del lavoro svolto in Palestina da alcuni Caschi Bianchi forlivesi dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. Alle 16.30, il corteo, guidato dal vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, s’incamminerà dietro uno striscione recante il titolo dell’evento: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”.


Il percorso 2012 prevede l’attraversamento in senso orario dell’intera piazza Saffi, per poi imboccare via delle Torri e raggiungere piazza Ordelaffi, sino alla naturale conclusione in Cattedrale. E se il sindaco di Forlì Roberto Balzani riceverà una copia del documento del pontefice direttamente in piazza Saffi, il prefetto di Forlì-Cesena Angelo Trovato beneficerà dello stesso dono simbolico nel momento in cui il corteo avrà raggiunto piazza Ordelaffi. Degno di nota anche il “Percorso sulla Pace” allestito dai giovani lungo via delle Torri e all’altezza dei Giardini Orselli. Il tema prescelto da papa Ratzinger per la giornata, parte dal presupposto che “essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare, non è solamente un’opportunità, ma un dovere primario di tutta la società, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace”. Benedetto XVI rileva l’assoluta necessità di “comunicare ai giovani l’apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene. È un compito, questo, in cui tutti siamo impegnati in prima persona”.

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