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Dossier carceri 2011, Alessandrini (Pd): "A Forlì restano i problemi"

A Forlì "esistono condizioni molto precarie dal punto di vista delle condizioni igienico-sanitarie per via della struttura vecchissima, come dimostrato dalle analisi dell’ASL"

La Regione Emilia-Romagna ha presentato la relazione annuale 2011 sulla situazione penitenziaria in regione. Per la prima volta dopo molti anni il numero dei detenuti è in leggero calo: si passa infatti dai 4.373 detenuti del 2010 ai 4.000 del 2011. Di questi, 3.855 sono uomini e 145 le donne mentre sono 2.065 gli stranieri (51,62% del totale, contro una media nazionale del 36,14%).

 "L’impegno economico della Regione nel 2011 è stato significativo, ed è stato accompagnato da un lavoro di rete che ha ulteriormente valorizzato l’impegno delle istituzioni e la collaborazione con il terzo settore e il volontariato. Nonostante questi sforzi e i lievi miglioramenti, tuttavia, il carcere resta ancora in una situazione emergenziale. Il rapporto 2011 - spiega il consigliere regionale PD Tiziano Alessandrini - ci dice dunque che, affinchè venga rispettata la dignità delle persone che devono scontare la propria pena, il Governo deve lavorare ancora, in particolare per quanto riguarda Forlì, dove i lavori per la costruzione del nuovo carcere vanno molto a rilento. Nel carcere attuale di Forlì, infatti, oltre ai problemi legati al sovraffolamento e al sottodimensionamento del personale di sorveglianza, esistono condizioni molto precarie dal punto di vista delle condizioni igienico-sanitarie per via della struttura vecchissima, come dimostrato dalle analisi dell’ASL e da ripetuti interventi delle Istituzioni locali”.

"La relazione - sottolinea  Alessandrini - ci dice che in Emilia-Romagna i reati contro il patrimonio sono al primo posto (57% ad opera di italiani e 34% di stranieri). I reati contro la persona sono la seconda causa di carcerazione per gli italiani, mentre il 56,5% dei detenuti stranieri è in carcere per reati legati alla droga, contro il 31% dei detenuti italiani. Nonostante il graduale e costante incremento delle misure alternative alla detenzione in carcere (1.263 nel 2011 contro le 804 del 2008) il tasso di sovraffollamento medio rispetto alla capienza regolamentare (2.394) resta superiore al 160%. Nelle strutture di Bologna e Ravenna i detenuti sono più del doppio, mentre nelle carceri di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara il sovraffollamento va oltre il 170%."

 "Rispetto alla posizione giuridica, - prosegue il consigliere regionale - in Emilia-Romagna risultano condannati in via definitiva 2.023 detenuti (50,5%), mentre il 20% della popolazione carceraria è in attesa del giudizio di primo grado e il 41,9% è stata condannata in via non definitiva. In carcere lavora il 17,12% dei detenuti: 654 persone (312 stranieri) sono alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e 31 di imprese o cooperative esterne. I lavori più diffusi sono quelli di tipo domestico anche se vengono svolte altresì altri tipi di attività come la manutenzione degli immobili, del verde e lavori agricoli."

“Nel corso dell'anno la Regione ha destinato 245mila euro al programma carcere, ai quali si somma la quota di cofinanziamento da parte degli Enti locali di 214 mila euro. Inoltre è stato confermato il contributo regionale di 100mila euro, previsto dalla legge regionale n. 3/2008 su “Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della regione Emilia-Romagna”, al quale alcuni Comuni hanno aggiunto una piccola quota di cofinanziamento. Per il progetto Teatro Carcere le risorse regionali sono state pari a 30 mila euro. Sono state inoltre impegnati 21 mila e 500 euro per la prima annualità del progetto “Cittadini Sempre” per la messa in rete del volontariato carcerario. Nel 2011 - sottolinea Alessandrini - sono andati a Forlì 21.457,21 euro di risorse regionali per i progetti sociali in carcere. Nel 2012 andranno 16.348,50 euro".

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