menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Forlì Città Aperta" chiede assistenza per i senzatetto e informazioni per gli stranieri

"Forlì Città Aperta" evidenzia "la mancanza di informazioni mirate, sia dal punto di vista della lingua che del registro comunicativo"

"Fin dai primi giorni dell’emergenza Coronavirus sono stati sospesi i nuovi ingressi ai dormitori, e nessuna azione straordinaria è stata messa in campo per rispondere ai bisogni dei senza fissa dimora". E' la segnalazione di "Forlì Città Aperta", che evidenzia "la mancanza di informazioni mirate, sia dal punto di vista della lingua che del registro comunicativo, che possano essere fruibili da quei cittadini della nostra città che potrebbero non avere gli strumenti per leggere i nostri giornali, i nostri avvisi, e non vedere le nostri reti televisive".

"Come Forlì Città Aperta, avendo 150 studenti iscritti alla nostra scuola di italiano Penny Wirton e più di 40 insegnanti volontari, abbiamo cercato di avvisare tutti, ma poi abbiamo dovuto chiudere la scuola - viene affermato -. Nel frattempo sono giunti nuovi decreti, nuove ordinanze, nuove regole. Noi non ci siamo arresi. Abbiamo cercato di contattare tutti i nostri studenti, i loro amici, i loro familiari. Crediamo di avere fatto un grande servizio a questa città, non solo ai nostri studenti. Come l’abbiamo fatto in questi anni con la scuola di italiano, perché nessuno ha da guadagnare se nostri concittadini non parlano la nostra lingua. E noi siamo solo dei volontari".

"Abbiamo inoltre prodotto degli audio in diverse lingue e in un linguaggio colloquiale per diffondere il più possibile le norme varate dal governo, come hanno fatto Melting Pot e varie altre realtà associazionistiche e volontaristiche, che nell’emergenza come nella quotidianità devono sopperire alle carenze delle istituzioni nel venire incontro ai bisogni dei e delle migranti - viene evidenziato -. I tagli al servizio di accoglienza causano problemi nell’emergenza come nella quotidianità, poiché stanno venendo a mancare le possibilità di fornire alle persone migranti gli strumenti per integrarsi. Gli stessi problemi che stanno emergendo, in questa situazione straordinaria, nel nostro sistema sanitario, da troppi anni vessato da continui tagli governativi e sempre più spinto nella direzione della privatizzazione".

"Forlì Città Aperta" si unisce a Casa Don Gallo e Rumori Sinistri di Rimini e alle altre associazioni della provincia e della Romagna "nel segnalare la grave carenza di informazioni e di risposte delle autorità verso le varie marginalità. Invitiamo tutte e tutti a fare di questa situazione emergenziale un’occasione di riflessione strutturale; è sempre più ampia in Italia la fascia di popolazione che resta nel cono d’ombra non visto dalle misure governative, ed è sempre più gravoso il lavoro che le associazioni devono fare per sopperire a queste mancanze. Chiediamo che questo sistema venga ripensato, affinché le istituzioni possano rispondere ai bisogni di tutte e tutti, nell’emergenza come nella quotidianità".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento