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Tumori, a Forlì 50 casi di neoplasie di prostata e rene all'anno

Trattamento delle neoplasie di prostata e rene, punto e a capo. Sabato, nel focus dedicato, i maggiori esperti italiani emiliano-romagnoli e italiani in materia si confronteranno su presente e futuro delle tecniche con cui affrontare tali patologie

Trattamento delle neoplasie di prostata e rene, punto e a capo. Sabato, nel focus dedicato, i maggiori esperti italiani emiliano-romagnoli e italiani in materia si confronteranno su presente e futuro delle tecniche con cui affrontare tali patologie. L’appuntamento è all’hotel Globus di Forlì, a partire dalle 8.45, per il congresso presieduto da Teo Zenico, direttore U.O. Urologia dell’Ausl di Forlì, e organizzato sotto l’egida della Società italiana di Urologia, retta dal prof. Giuseppe Martorana, di Bologna.

«E’ la prima volta che si organizza un evento scientifico totalmente centrato sulle nuove prospettive aperte dai cambiamenti, sia a livello diagnostico sia chirurgico, intervenuti in questi anni – illustra Zenico – insieme, ci confronteremo sulle diverse opzioni disponibili, verificando quali sono quelle maggiormente utilizzate negli ospedali italiani più accreditati nella cura di tali patologie e mettendo a confronto le tecniche urologiche tradizionali con le nuove metodiche laparoscopiche e robotiche, per valutarne rischi e benefici".

Ultimamente, si è andati verso un approccio il più possibile conservativo e mini-invasivo. "Una volta, in presenza di un tumore del rene, si procedeva all’asportazione completa – commenta Zenico – oggi, invece, prima d’intervenire, si effettua la biopsia, per sapere se la neoplasia è benigna, ed è sufficiente seguirla, o maligna, e quindi va operata; grazie alle nuove tecniche diagnostiche, sempre più accurate, è possibile preservare l’organo, intervenendo attraverso metodiche quali la termo-ablazione, per tumori inferiori ai due centimetri, la chirurgia laparoscopica o robotica, per neoplasie sino a 4-5 centimetri di diametro, e quella open. In genere, a Forlì, registriamo circa 50 nuovi casi l’anno di tale neoplasia".

Evoluzione analoga ha interessato il trattamento del tumore alla prostata, uno dei più diffusi nell’uomo, con, a Forlì, un’incidenza di circa 150 nuovi casi all’anno. «In un primo tempo, fino al 1994, l’unica terapia era quella ormonale, poi, nei quindici anni successivi, la soluzione più in voga è stata la prostectomia radicale. Adesso, la gamma si è ampliata, in favore d’interventi meno impattanti; oggi, ad esempio, è molto praticata la terapia focale, mediante Hi-Fu e chirurgia robotica o laparoscopica, con l’obiettivo di ridurre la degenza, la perdita di sangue, e le problematiche post-operatorie, quali incontinenza ed erezione». Per questo motivo, il convegno, oltre ai medici (urologi, oncologi, nefrologi, radiologi, chirurghi, medici di medicina generale) coinvolgerà anche gli infermieri, che, in sala operatoria, e non solo, rivestono un ruolo fondamentale.

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