Nuovo parco del mare, la "R" simbolo di Rimini e l'avanzato progetto di illuminazione è "made in Forlì"

C'è un pezzo di Forlì nel grande progetto del parco del Mare di Rimini, in particolare nella sua componente fondamentale della pubblica illuminazione con tecnologia avanzata e di design

C'è un pezzo di Forlì nel grande progetto del parco del Mare di Rimini, in particolare nella sua componente fondamentale della pubblica illuminazione con tecnologia avanzata e di design. Sta per essere completato, infatti, il nuovo progetto illuminotecnico che andrà a caratterizzare tutto il Parco del Mare sud, il cui compito non è solo creare uno spazio verde e vivibile tra la città e il suo arenile, ma ridisegnare il waterfront riminese. In questo progetto spiccano i pali di illuminazione alti dieci metri che disegnano la lettera R di Rimini, richiamando lo stile utilizzato dal celebre artista bolognese  Adolfo Busi che nel 1929 firmò uno tra i più celebri manifesti balneari realizzati per la promozione turistica della città. Ogni lampione sarà dotato di una telecamera per la sorveglianza a 360° ed access point per il wi-fi.

Questi manufatti sono stati creati dalla forlivese Erlux, insieme al consorzio Coir, ha vinto la gara per il rifacimento del Parco del mare di Rimini. Spiega Andrea Zanetti di Erlux: “Ci stiamo occupando di illuminazione pubblica e sistemi di telecamere e wifi, la parte edile altre aziende del consorzio. Parte fondamentale del progetto è stato occuparsi della ingegnerizzazione del palo insieme all’amministrazione comunale di Rimini e gli architetti di Barcellona. Dopo una gara tra i vari fornitori abbiamo assegnato all’azienda Neri di Longiano l’incarico di produrceli su misura.  Come miglioria in fase di gara abbiamo proposta un sistema per regolare l’intensità delle luci in qualsiasi momento”. Ed ancora: “Siamo impegnati in questi giorni con più di 10 persone, 2 camion gru e 2 autoscale per esaudire il desiderio del comune di Rimini di averli funzionanti entro Ferragosto sul lungomare Tintori. Una sfida anche sui tempi di installazione”. A settembre quindi la forlivese Erlux si occuperà dell’installazione delle telecamere e del Wifi per poi spostarsi col cantiere sul lungomare Spadazzi.

Da lunedì è iniziata l'installazione dei pali di illuminazione sul lungomare Tintori, proseguendo così nel completamento dell’arredo del primo tratto del Parco del Mare aperto al pubblico. Un progetto sviluppato partendo dalle indicazioni dello studio Miralles Tagliabue, che ha definito le linee guida progettuali degli interventi pubblici e privati del Parco del Mare e che nasce dall’idea di caratterizzare in maniera unica e fortemente identitaria lo spazio pubblico del rigenerato waterfront riminese.

Il progetto grafico

Per dare il senso di rinnovamento il progetto riparte dalle origini, andando a guardare un periodo di grande lustro per la Riviera Romagnola e per Rimini, sintetizzato nell’illustrazione dell’artista bolognese. Un Busi “esasperatamente grafico che affida all’effetto, al movimento, all’ideazione di un concetto l’attualizzazione di un messaggio/richiamo che si andava ripetendo da oltre trent’anni – si legge nel volume “L’estate della grafica” curato dallo storico Ferruccio Farina e che raccoglie i manifesti e pubblicità della Riviera romagnola tra il 1893-1943  - Un messaggio che doveva essere rinnovato, adeguato alla modernità dei tempi e della nuova gioiosa identità della costa riminese. Un’identità che si era rinnovata nelle cose, doveva essere ora rinnovata anche nell’immagine. Non più sole o mare, ombrelloni o cabine, reginette o sirene; ma gioia e piacere. La grande R che la bagnante attraversa nel suo slancio prorompente è la sintesi, l’effetto, il simbolo, di questa gioia e di questo piacere. Un cartellone costruito per ricordare, per confermare. Non per convincere. Rimini, Riviera e Romagna sono un simbolo. Sono la sublimazione dell’idea di vacanza degli anni Venti”.

Un’immagine ritenuta la creazione grafica pubblicitaria tra le più riuscite dell’artista bolognese ripresa ottant’anni dopo dal designer Marco Morosini attraverso quella che fu definita un’operazione di 'sogno/ricordo contemporaneo'. Chiamato a realizzare il manifesto balneare del 2008, Morosini non si dedicò ad un ‘rifacimento’ dell’immagine di Busi, ma realizzo un vero e proprio 'calco' fotografico d’autore, ricostruendo anche il ‘set’ nei minimi dettagli, alla stregua di quelle operazioni di remake cinematografici nei quali anche le inquadrature vengono riproposte come nell’originale.

Il progetto tecnico

Un segno che ritorna oggi, quale elemento identificativo del Parco del Mare, attraverso un progetto di illuminazione customizzato, creato cioè appositamente per la città. Il progetto è stato studiato in modo tale da garantire una vasta copertura di illuminazione sia della spiaggia sia della fascia degli alberghi e delle attività. Le lame di luce cadranno perpendicolarmente e longitudinalmente verso la spiaggia e il lungomare per garantire un cono di luce molto più ampio e potente, il tutto a fronte di un ridotto numero di pali.   I “Pali Rimini” sono stati creati dalla ditta Neri di Longiano, con i corpi illuminanti forniti dall’azienda IGuzzini. I lampioni si compongono di due elementi metallici lineari e sono ad illuminazione “diremizzata”, tecnologia che consente di gestire l’accensione dei corpi illuminanti (accendendone tutti o solo in parte), in modo da modulare il grado di illuminazione sulla base della necessità.

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