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Minori acquistano hashish, minacciati per debito non saldato

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, guidati dal capitano Cristiano Marella, hanno arrestato sabato scorso due giovani di 19 e 21 anni

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, guidati dal capitano Cristiano Marella, hanno arrestato sabato scorso due giovani di 19 e 21 anni, G.T. e C.R. (le loro iniziali), entrambi già noti alle forze dell'ordine, con l'accusa di estorsione continuata aggravata. Nel corso del mercato settimanale, i due ragazzi hanno riscosso da due studenti diciassettenni forlivesi la somma di euro 150 per l’acquisto di una partita di hashish acquistata a credito all'inizio del mese.

Somma che i due arrestato avevano preteso dai minorenni con ripetute minacce telefoniche di ritorsioni. Gli uomini dell'Arma hanno monitorato a lungo gli spostamenti delle vittime, organizzando un incontro con il responsabile dell’estorsione dopo aver dotato il minore della somma pretesa formate da banconote previamente fotocopiate. A casa del 19enne è stata trovata una borsa contenente alcuni documenti ed effetti personali di proprietà di uno dei minori, sottratte con violenza alcuni giorni prima in un parco della città con il pretesto di trattenerla fino al pagamento del debito.

G.T. è stato anche arrestato anche per “spaccio di stupefacenti” in quanto è emerso che poco prima dell’incontro finalizzato alla riscossione del debito di droga, aveva ceduto al suo complice una modica quantità di hashish e di marijuana rinvenuta a seguito di perquisizione personale. Inoltre, all’interno del passeggino in uso alla convivente del 19enne, dove nell’occasione riposava un neonato, è stato trovato nascosto fra i pannolini ed altri prodotti per la cura del bambino, un involucro contente quasi un grammo di “hashish” e circa mezzo grammo di “marijuana” destinate allo spaccio. Droga che era stata occultata all’insaputa della compagna.

I due arrestati dovranno rispondere dell’accusa di estorsione continuata aggravata dalla minore età delle persone offese. In particolare i militari hanno appurato che il 19enne era il diretto estorsore invece il 21enne aveva esercitato la funzione di “palo” soltanto il giorno della riscossione del denaro. L’udienza di convalida è avvenuta lunedì scorso davanti al giudice Giovanni Trerè che ha disposto per i due la custodia cautelare in carcere non solo per la gravità del fatto ma anche per salvaguardare l’incolumità dei due minorenni.

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