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La droga sequestrata

La droga sequestrata

Rubano all'iper per comprare la droga, arrestati tre minori

Usavano la paghetta di mamma e papà per comprarsi la marijuana. Poi rubavano vestiti all'iper per far vedere ai genitori come usavano i soldi. Nei guai sono finiti tre minorenni, tutti studenti e di buona famiglia

Usavano la paghetta di mamma e papà per comprarsi la marijuana. Poi rubavano vestiti all’iper per far vedere ai genitori come usavano i soldi. Tre giovanotti, due sedicenni ed un 17enne, tutti studenti e di buona famiglia, sono stati arrestati in flagranza sabato scorso dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, coordinati dal tenente Cristiano Marella, con l’accusa di furto aggravato e porto di oggetti atti ad offendere.

FURTI E DROGA - Quello di sabato era solo l’ultimo di una serie di furti commessi al centro commerciale di via Punta di Ferro aperto lo scorso aprile. Messi alle strette, davanti anche ai genitori, il terzetto ha confessato di rubare magliette e jeans per poi rivenderli a prezzi convenienti per ricavarci i soldi per acquistare la marijuana. Quando sono stati fermati avevano infatti una scatolina con 5 grammi di “erba” ed uno spinello pronto per esser fumato.

IL “MODUS OPERANDI” - Collaudato il “modus-operandi” del terzetto. Uno si occupava di fare il palo e portare delle borse a tracolla per sistemare la refurtiva, mentre gli altri due si provvedevano al furto vero e proprio. Normalmente colpivano in uno dei negozi alla moda per i giovani. Mentre uno si nascondeva sotto il pantalone il jeans da rubare, togliendo le placche anti-taccheggio con una tronchese, l’altro prendeva dallo scaffale lo stesso capo per fingere che all’amico non andasse bene.

“I RASTA” - I due, uno dei quali riconoscibile per i suoi “rasta”, erano tenuto sott’occhio da alcuni giorni dalla titolare. Quando si è accorta dell’ennesimo ammanco ha dato l’allarme al 112. Due carabinieri in borghese, già all’iper per un servizio di controllo, hanno subito notato un giovane con tre borse parlare al telefonino in modo agitato e dirigersi a passo spedito verso alcuni cumuli di terra, residui dei recenti lavori. Lì ad attenderli c’erano i due complici, tra cui il “rasta”.

LA CONFESSIONE - Dopo aver confabulato hanno preso il primo bus a portata. E qui che i carabinieri li hanno controllati. All’interno di una della borse c’era il jeans rubato, mentre in un’altra è spuntato un cofanetto con la droga. Accompagnati al comando di corso Mazzini, il terzetto hanno confessato tutto. Il jeans non era altro che una scusa per giustificare l’uso della paghetta. A casa di uno dei tre è stata trovata una maglietta da 35 euro rubata ne giorni precedenti.

LE ACCUSE - Altra refurtiva non è stata trovata perché già venduta a prezzi stracciata. Per i tre (uno dei 16enni è di origini romene) si sono formalizzate le accuse di furto aggravato e porto illegale di oggetti atti ad offendere (la tronchesina non è stata tuttavia trovata). Il 17enne aveva un simile precedente: lo scorso marzo aveva rubato una consolle al “Marcopolo” di Corso della Repubblica. Martedì si è tenuta l’udienza di convalida davanti al gip del tribunale dei minori (pm Silvia Marzocchi), con il giudice che ha convalidato e disposto la misura dei domiciliari. I tre non potrnano lasciare casa di sera e la notte.

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