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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Forlì scende in campo contro il dolore cronico: medici al Parco Urbano

A Forlì l’appuntamento è al parco Urbano ‘Franco Agosto’ dove i medici e gli infermieri spiegheranno come e dove sia possibile curare il dolore cronico

Domenica, in occasione della Quarta edizione della Giornata mondiale “Cento città contro il dolore” verrà allestita al Parco Urbano ‘Franco Agosto' di Forlí una postazione con medici, infermieri e volontari  dell'ambulatorio di terapia del dolore  dell'ospedale di Forlì, per informare su terapie e centri specialistici e raccogliere fondi per la ricerca scientifica. La manifestazione è stata organizzata dalla Fondazione Isal per informare i cittadini sulle terapie disponibili contro il dolore e sui centri specialistici presenti sul territorio e raccogliere fondi per la ricerca scientifica.

Promossa sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica, la Giornata prevede iniziative in 100 comuni di tutta Italia e anche in Australia, Belgio, Canada, Colombia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, Irlanda, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna. A Forlì  l’appuntamento è al parco Urbano ‘Franco Agosto’  dove, dalle ore 14.30, i medici e gli infermieri dell’ambulatorio di terapia del dolore dell’Ospedale Morgagni Pierantoni, insieme ai volontari dell’associazione Vittorio Tison presieduta dal Professor Dino Amadori, spiegheranno come e dove sia possibile curare il dolore cronico. L'obiettivo è di  permettere a tutti di sapere come comportarsi per controllare il proprio dolore verranno anche regalate copie di “La cassetta del pronto soccorso del dolore”, la guida elaborata dal gruppo di esperti internazionali di Change Pain.

 A fronte di un piccolo contributo, che sarà utilizzato per finanziare la ricerca scientifica, saranno anche distribuite confezioni di prodotti alimentari abruzzesi messi a disposizione da un pool di aziende solidali: Fontedoro con il suo olio extra vergine d’oliva ottenuto con spremitura a freddo e l’antico pastificio Masciarelli, con la sua pasta recentemente premiata dal Gambero rosso, mentre Alaska Sas e Di Nino Trasporti si sono occupate a titolo gratuito del packaging e della distribuzione. Il dolore cronico è quel dolore che dura più di sei mesi e diventa una vera e propria malattia, che compromette la qualità della vita e le relazioni personali. Una tragedia invisibile e spesso trascurata, che in Italia si stima colpisca 12 milioni di persone, il 20% della popolazione, causando ogni anno la perdita di oltre un miliardo di ore lavorative e la spesa di circa due miliardi di euro per prestazioni e farmaci.

“Il 10% delle persone con dolore cronico necessita per tutta la vita di più terapie combinate, mentre il 4%, e sono quasi mezzo milione di italiani, soffre di un dolore cronico per il quale ancora oggi vi sono cure non completamente efficaci – spiega Emanuele Piraccini, responsabile dell’ambulatorio di terapia del dolore - Con ‘Cento città contro il dolore’ vogliamo contribuire a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul tema del dolore cronico in modo da facilitare il consolidamento sul territorio dei centri che si occupano di terapia del dolore e cure palliative e finanziare anche la ricerca scientifica per trovare una terapia a quei dolori difficilmente trattabili”.

 La Giornata “Cento città contro il dolore” è affiancata sul web dalla campagna #Zeropain. Centinaia le persone di tutto il mondo che hanno scelto di “metterci la faccia” e di dire il loro “no” al dolore cronico. Per partecipare basta fotografarsi tenendo in mano un foglio con la frase “Io sono contro il dolore” scritta nella propria lingua e pubblicare il selfie su Facebook (taggando la pagina della Fondazione Isal) oppure su Twitter e Instagram, mettendo sempre l’hashtag #zeropain. “Le persone con dolore cronico non devono chiudersi nella loro sofferenza, ma devono sforzarsi di far sentire la loro voce all’unisono, aldilà delle singole patologie da cui sono afflitte – conclude Piraccini – Noi condividiamo la loro battaglia e insieme possiamo trovare una soluzione, perché solo se saremo uniti saremo forti e troveremo ascolto”.

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