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Le scuole si mobilitano: “Colora la tua vita, non fumarla!”

“Colora la tua vita, non fumarla!”, “Il futuro è nelle tue mani”, e, ancora, “Fumo ko, Vita ok”. Sono solo alcuni degli slogan scelti dai ragazzi delle scuole medie forlivesi

“Colora la tua vita, non fumarla!”, “Il futuro è nelle tue mani”, e, ancora, “Fumo ko, Vita ok”. Sono solo alcuni degli slogan scelti dai ragazzi delle scuole medie forlivesi nell’ambito del progetto regionale “Liberi di Scegliere”, seguito, a livello locale, dalla Pediatria di Comunità. Sino a lunedì, tutti gli eleborati resteranno esposti nell’atrio del padiglione “Morgagni” dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, dov’è stata allestita una piccola mostra.

Il programma “Liberi di Scegliere” prevede un percorso educativo, svolto dai docenti, teso a migliorare negli adolescenti la capacità sia di prendere decisioni a favore della propria salute sia di “dire di no” alle pressioni esercitate negli ambienti di vita. Alla fine, i ragazzi hanno la possibilità di esprimere la loro creatività attraverso la realizzazione di prodotti grafici, audiovisivi, poesie, slogan, partecipando a un concorso. Da sottolineare che, quest’anno, nella sezione disegno, fra le scuole vincitrici a livello di Area Vasta Romagna c’è la media “Zangheri” di Forlì.

Fra le altre iniziative di prevenzione e sensibilizzazione contro il fumo, nel quadro delle azioni a supporto del Piano regionale lotta al tabagismo, è prevista, nei prossimi giorni, la consegna alle neo mamme di un bavaglino con lo slogan “Io non fumo” per evidenziare l’importanza di evitare l’esposizione dei piccoli al fumo passivo. «Purtroppo, prima ancora di rischiare di diventare un fumatore attivo nell’adolescenza, il bambino è un fumatore passivo, e i rischi per il suo benessere sono ormai accertati. – commenta il dott. Enrico Alessandro Valletta, direttore dell’U.O. di Pediatria e Neonatologia dell’Ausl di Forlì – Se la sua mamma fuma durante la gravidanza, tali rischi iniziano già quando si trova dentro la pancia, e su questo aspetto la nostra attenzione deve essere massima. Un adulto che non fuma, insomma, non solo fa certamente del bene a se stesso, ma ne procura altrettanto ai bambini che vivono attorno a lui».

 Nel territorio dell’Ausl di Forlì, come emerge dal sistema di sorveglianza “Passi” (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia) attuato dal Dipartimento di Sanità Pubblica, diretto dalla dott.ssa Romana Bacchi, si dichiara fumatore il 31% degli adulti (18-69 anni), per una stima di circa 37 mila fumatori. L’abitudine al fumo è più diffusa nei 25-34enni (40% contro il 23% nei 50-69enni) e nelle persone con difficoltà economiche (33% contro il 25% di chi non ne ha). Preoccupante anche la diffusione nella classe più giovane, con un terzo di fumatori nella fascia d’età 18-24 anni. Più di un intervistato su quattro (29%) dichiara poi che nella propria abitazione è permesso fumare. Quasi tutti gli ex fumatori affermano di aver smesso da soli; solo una piccola percentuale rivela di esserci riuscita grazie all’ausilio di farmaci, gruppi di aiuto o corsi specifici.

La grande scommessa per il futuro è, quindi, una solida alleanza tra fumatori e operatori sanitari, tanto più se si pensa che, come indicano alcuni studi, la probabilità di smettere con successo dopo essere stati fortemente consigliati da un medico è superiore all’84%. «Sono ancora molte le occasioni in cui si consiglia ai nostri assistiti di smettere di fumare –commenta il dott. Marco Ragazzini, medico di medicina generale – ma spesso i fumatori accampano scuse quali il timore di prendere peso. Occorre quindi insistere con messaggi positivi di prevenzione e offerte attive di percorsi che facilitino l’abbandono della sigaretta».

La questione di fondo, secondo il dott. Edoardo Polidori, direttore del Sert dell’Ausl di Forlì, è decidere che qualità di vità vogliamo. «Attorno a questo interrogativo vertono le scelte individuali e collettive – spiega – Giornate di questo tipo, servono sostanzialmente a sensibilizzare la popolazione rispetto a un problema centrale: nella nostra vita che decisioni prendiamo? Fino a che punto ne siamo consapevoli? Da un lato non si può, infatti, negare che fumare tabacco sia un’attività piacevole: penso che tutti i fumatori si riconosceranno in questa affermazione; dall’altro, però, si deve ammettere che tale attività ha un margine notevole di pericolosità e di danno per la salute, e non solo per chi fuma».

 

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