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Acer nel mirino della Finanza: 10 indagati per abuso d'ufficio

La Guardia di Finanza di Forlì ha concluso le indagini disposte dalla Procura sulla gestione dell'Azienda Casa dell'Emilia Romagna (ACER) di proprietà totale degli enti territoriali della Provincia di Forlì-Cesena

La Guardia di Finanza di Forlì ha concluso le indagini disposte dalla Procura sulla gestione dell’Azienda Casa dell’Emilia Romagna (ACER) di proprietà totale degli enti territoriali della Provincia di Forlì-Cesena, destinata a riscuotere l’introito dei canoni di locazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) ed a gestire l’attività di manutenzione dei medesimi alloggi. Agli organi decisionali di vertice dell’azienda sono state contestate varie condotte illecite per aver cagionato un danno all’Ente per un valore di quasi 1.900.000 euro dall’anno 2004 al 2009.

Le attività investigative, eseguite sotto la direzione del Procuratore della Repubblica, Sergio Sottani e dei Sostituti Marco Forte e Fabio DI Vizio, sono iniziate - spiega la Finanza - "nel 2010 a seguito della denuncia di un imprenditore che lamentava poca trasparenza nell’affidamento degli appalti ed hanno consentito di delineare un quadro complessivo di mala gestio perpetrato dai vertici dell’Ente in danno della cosa pubblica da essi amministrata. Infatti l’esame della documentazione ha permesso di appurare che consistenti somme di denaro sono state utilizzate per scopi non istituzionali ed impropri rispetto alle finalità pubblicistiche cui erano destinate".

"Tra le spese improprie individuate - continuano le Fiamme Gialle - vi erano quelle di rappresentanza e promozionali (cene, ospitalità, organizzazione/partecipazione eventi promozionali), spese per la partecipazione/organizzazione di concorsi, seminari, convegni e corsi professionali, un investimento finanziario in titoli derivati della Lehman Brothers (tra l’altro causando il concreto integrale depauperamento di quanto investito pari ad  500.000 euro a seguito del default dell’istituto finanziario emittente dichiarato il 15 settembre 2008), dubbie consulenze e prestazioni professionali affidate a professionisti esterni dall’Ente".

"Proprio partendo dall’esposto in Procura gli investigatori hanno riscontrato che sono state violate ripetutamente le regole vigenti in materia di appalti pubblici. Infatti i dirigenti avevano creato una società consortile a responsabilità limitata con sede presso gli Uffici dell’Acer di Forlì e personale amministrativo dello stesso Ente pubblico, nel cui capitale sociale partecipavano diverse realtà imprenditoriali locali del settore cooperativo e privato - sottolinea la Finanza -. Chiunque avesse voluto partecipare a lavori per conto dell’Acer era costretto a partecipare alla società consortile versando un corrispettivo del 7% dei lavori fatturati (il 5% nel 2008) a titoli di servizi. Dal 2004 al 2008, la società consortile aveva così ottenuto circa 610mila euro di cui solo 440.000 sono stati versati all’Acer, mentre la differenza di 170mila è andata a vantaggio dei funzionari pubblici".

L'inchiesta ha permesso di scoprire "che i lavori di manutenzione straordinaria avvenuti nel 2007/2008 su un complesso immobiliare costituito da 100 alloggi erano di fatto stati eseguiti solo parzialmente e con materiali di minor pregio, nonostante fosse stato sostenuto un esborso superiore a 300mila euro". Alle fasi iniziali delle indagini hanno partecipato anche i Carabinieri del Reparto Operativo di Forlì, con i quali la Finanza ha eseguito attività tecniche, perquisizioni e acquisizioni di sommarie informazioni, fino alla primavera del 2010. Successivamente le indagini sono proseguite da parte della Guardia di Finanza di Forlì.

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