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“Qui dentro tutto parla francescano, sarà difficile dimenticarvi”

Triste messa d'addio ai padri Cappuccini, che lasciano Forlì dopo ben 500 anni di presenza operosa. Fra le autorità civili presenti, anche il sindaco di Forlì Roberto Balzani.

“Grazie per il bene che avete seminato in tanti anni di presenza a Forlì”. Nelle parole del vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, che ha presieduto la santa messa di commiato a Santa Maria del Fiore, sta la sintesi dell'addio ufficiale dei forlivesi ai frati Cappuccini, dopo ben 500 anni di presenza operosa. Fra i concelebranti, oltre al vescovo e allo stesso parroco uscente padre Vittorio Ottaviani, anche padre Maurizio Marini, il primo frate a lasciare la città dell'ultima pattuglia cappuccina forlivese, e lo stesso superiore provinciale padre Matteo Ghesini.

In prima fila l'assessora comunale all'istruzione Gabriella Tronconi Medri e il sindaco di Forlì Roberto Balzani, che ha espresso ai frati la riconoscenza sua e della città per il lavoro secolare svolto per la collettività: “Quantificare il vostro impegno per i forlivesi è impossibile. Mi piace immaginare il vostro arrivo a Forlì nel 1539, mettendo l'accento sul fatto che in tutti questi anni avete operato in uno dei quartieri più poveri e difficili”. Nella chiesa di Santa Maria del Fiore, gremita all'inverosimile, aleggiava un unico sentimento: la tristezza. E se Luca Villa, a nome dei parrocchiani, ha ricordato che “qui dentro tutto parla francescano”, come a dire che sarà arduo dimenticare la sagoma del Poverello d'Assisi da parte di un ambiente che ha respirato quell'aria per quasi mezzo millennio, alcune anziane presenti alla messa hanno continuato ad esprimere il loro stupore, nonostante l'evidenza dei fatti: “Perché, non tornano più?”.

Fra i motivi che, nell'aprile 2011, hanno indotto il capitolo regionale a chiudere in un colpo solo i conventi di Porretta Terme e Forlì, il provinciale Matteo Ghesini ha ricordato la carenza di vocazioni e l'età media dei Cappuccini della provincia emiliano-romagnola, che si attesta sui 70 anni: “Un anno e mezzo fa ci siamo contati e abbiamo compreso la necessità di ridurre i nostri fronti d'impegno, andando avanti con coraggio e sofferenza”. Ma non ha spiegato perché si è deciso di chiudere proprio Forlì, uno dei conventi cappuccini più antichi in Emilia-Romagna. Lo stesso padre Vittorio, nel suo addio alla comunità, non ha chiesto né doni materiali, né altro: “Se fra tre mesi, telefonando al nuovo parroco, verrò a sapere che l'avete accolto nel migliore dei modi, che state pensando ai nostri poveri e che lavorate di buona lena per il bene della parrocchia, quello sarà il regalo più grande che mi avreste potuto fare”.

La comunità parrocchiale di Santa Maria del Fiore ha comunque deciso di donare al religioso un cordone del saio, con impresso l'identificativo della realtà forlivese. La partenza effettiva dei frati da Forlì avverrà nella tarda serata di lunedì, al termine della messa feriale delle 18 presieduta dall'ultimo religioso cappuccino nella storia della città, padre Vittorio Ottaviani. Il primo parroco diocesano di Santa Maria del Fiore, don Luigi Burchi, farà il suo ingresso ufficiale domenica 23 settembre, festa di San Pio da Pietrelcina, il santo con le stimmate che proprio nell'ormai ex parrocchia francescana di via Ravegnana vanta uno dei gruppi di preghiera più importanti di tutta la regione.

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