Cronaca

Il San Domenico è pronto a stupire: sarà un 2014 "Liberty"

Prima ancora di addentrarsi nel dettaglio della manifestazione, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Roberto Pinza regala un'anticipazione: "Non so ancora il tema, ma vi assicuro che nel 2015 il San Domenico ospiterà un nuovo grande evento"

Sarà la più completa rassegna sul “Liberty” mai realizzata in Italia. E chi non si accontenterà di ammirare le 300 opere esposte nell'ormai collaudato contenitore di piazza Guido da Montefeltro, potrà sempre chiedere di partecipare ai sei laboratori culturali allestiti per l'occasione. Tutto questo sarà “Liberty, uno stile per l'Italia Moderna”, in programma dal 1° febbraio al 15 giugno nei Musei San Domenico di Forlì.

In attesa della presentazione ufficiale programmata per fine gennaio, il grande evento è stato anticipato nel palazzo del Monte di Pietà di corso Garibaldi, dal settembre 2007 degna sede della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, fautrice della kermesse. Prima ancora di addentrarsi nel dettaglio della manifestazione, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Roberto Pinza regala un'anticipazione: “Non so ancora il tema, ma vi assicuro che nel 2015 il San Domenico ospiterà un nuovo grande evento, il decimo della serie avviata nel 2004 con il Palmezzano e che finora ha fruttato ben 700.000 visitatori”.

La città di Forlì è sempre più identificata con le grandi rassegne internazionali allestite in piazza Guido da Montefeltro. Il 92% dei visitatori provenienti da fuori ha dichiarato di essere venuto a Forlì appositamente per la mostra. “Questo significa - continua Pinza - che va fatto un salto di qualità, un cambio di rotta: la città si deve assolutamente attrezzare per accogliere nel migliore dei modi queste persone”. Il cambio di pelle è già in atto, ma è silenzioso: “Occorre svoltare con decisione e in modo chiaro, per diventare sempre più forti nel terziario”. “La mostra sul Liberty - esordisce il coordinatore generale Gianfranco Brunelli - costerà meno dell'anno passato, dedicato al Novecento”. Questo però non significa che sarà di minor livello, anzi: “Vi stupiremo con i capolavori presi in prestito per l'occasione”.

Sui monitor allestiti nella sala della Fondazione,scorrono le immagini di almeno un terzo delle opere che saranno fisicamente visibili al San Domenico. In tutto, la mostra “Liberty, uno stile per l'Italia Moderna” porterà in dote ai visitatori ben 160 artisti. La rassegna partirà da modelli lontani, come Botticelli e il Rinascimento, che hanno ispirato questo grande movimento culturale sorto in Italia nei primi anni del Novecento.

“Toglietevi dalla testa che il Liberty consista solo nei fregi gentili, che all'inizio del secolo hanno abbellito case e mobili: qui si tratta di pittura e scultura di assoluto livello”. Tanto vale fare un po' di nomi dei tanti “fenomeni” che hanno impersonato la cosiddetta “arte decorativa o floreale”, tutti ammirabili al San Domenico a partire dal 1° febbraio prossimo. Si andrà dai dipinti di Previati, Nomellini, Baccarini, Kienerk, Grubicy de Dragon, Segantini, Pellizza da Volpedo, Longoni, Sartorio, De Carolis, Laurenti, Marussig, Zecchin, Chini, Casorati, Balla, Bucci, Boccioni, Dudreville, Innocenti, Bocchi e Viani, alle sculture di Bistolfi, Ximenes, Trentacoste, Canonica, Rubino, Andreotti, Wildt e Martini. Senza dimenticare le vetrate istoriate e i ferri lavorati di Bellotto, le ceramiche di Chini e i manifesti di Dudovich e Hohenstein.

“E' chiaro - conclude Brunelli - che tutti questi artisti si sono espressi, mettendo a frutto lo stretto legame con i grandi della letteratura e della musica del tempo: D'Annunzio, Pascoli, Puccini e Mascagni. “Anche quest'anno - interviene la dirigente del Servizio Politiche Culturali del Comune di Forlì, Cristina Ambrosini - la grande mostra allestita al San Domenico porterà in dote ai visitatori il valore aggiunto rappresentato dai laboratori”. Oltre ai tre atelier d'arte tradizionali, che diventano quattro con la proposta naturalistica, sarà possibile approcciarsi ad altri due laboratori, legati specificamente al merletto e al vetro. Tutto questo può essere sintetizzato con una parola chiave, che a Forlì diventerà un “must”: Liberty.

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