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Forlì non abdica al suo ruolo di città dantesca: confermato il programma dei 700 anni del Sommo Poeta

La cultura non si ferma e il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri cadrà nel 2021, Covid o non Covid: per questo Forlì non intende perdere il treno della preziosa ricorrenza dantesca e conferma, nelle forme che saranno rese possibili dalle normative

La cultura non si ferma e il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri cadrà nel 2021, Covid o non Covid: per questo Forlì non intende perdere il treno della preziosa ricorrenza dantesca e conferma, nelle forme che saranno rese possibili dalle normative, il suo contributo per le celebrazioni del Sommo Poeta. Stretta tra Firenze e Ravenna, la città dei natali e quella della morte di Dante Alighieri, anche Forlì ha però il suo ruolo come città dantesca. A rendere concreto questo contributo culturale, anche in opposizione a chi in questa fase ritiene la cultura superflua o non prioritaria, è l'Associazione Direzione21, presieduta da Andrea Sansovini e nata appositamente con lo scopo di promuovere la figura di Dante e della sua maggior opera, la Divina Commedia, e per sottolineare il ruolo di Forlì, città dantesca a tutti gli effetti. Le celebrazioni del 2021 sarebbero dovute essere l'apice di un percorso iniziato anni addietro e Direzione21 non intende cancellare niente di quanto previsto nel 2021, ma solo adattarlo.

Con il Festival “ForlìDante-Tòta la Cumégia”, sostenuto dal Comune di Forlì e con la direzione artistica di Franco Palmieri, l’associazione ha lavorato costantemente per fare crescere un percorso non solo letterario, ma anche e soprattutto popolare. “Il percorso formativo, che le migliaia di cantori hanno sperimentato in questi anni nel prepararsi per le letture dantesche, documenta la novità culturale e la portata educativa che questa manifestazione ha creato nella nostra città, provocando una insolita e calorosa partecipazione popolare. Tantissimi partecipanti di tutte le età e di molteplici estrazioni sociali-culturali hanno avuto il coraggio e l’intraprendenza di cimentarsi con i versi di Dante durante queste prime sei edizioni”, spiega una nota dell'associazione. Da anni la manifestazione conclusiva del Festival viene effettuata in modalità di maratona dantesca, una giornata in cui l’intera Commedia di Dante Alighieri viene letta e recitata in 15 ore non stop, intesa come una fase conclusiva di un laboratorio permanente su Dante Alighieri, dai laboratori gratuiti per le scuole fino a conferenze, cene a tema e concorsi.

Quest'anno il programma viene adattato alla situazione sanitaria, ma non cancellato. Si parte con un'anticipazione al 2020, con tre camminate che si tengono nel mese di novembre: “I cedri del Santo Pellegrino”, con Silvia Sansovini (partenza dalla Biblioteca Comunale, corso della Repubblica) lunedì 2 e martedì 3 novembre (ore 20). Si prosegue con “Protagonisti della storia di Forlì: Santi ed Eroi “, con Sabrina Reali lunedì  9 novembre e mercoledì 11 novembre (ore 20) e “Portali e Portoni di Forlì”, con Silvia Sansovini, lunedì 16 e maretedì 17 novembre (ore 20 da palazzo Gaddi). Si conclude con un “Cabaret Dantesco” il 30 novembre, con Franco Palmieri. Tutti eventi su prenotazione. Inoltre, per gli studenti dalle scuole elementari fino all'università vengono offerti tre incontri di formazione gratuita, affidando un canto equamente suddiviso all’interno delle 3 cantiche (Inferno-Purgatorio-Paradiso) e equamente diviso durante le 16 ore della maratona. E' prevista anche la formula dell'incontro a distanza. 

La seconda fase degli eventi danteschi si terrà da febbraio a maggio 2021, con camminate, due cene a tema e i festeggiamenti del Dantedì il 25 marzo 2021 con una flash comedy all'aperto. Per domenica 23 maggio è invece prevista la tradizionale 'Maratona Dantesca'. Tra le altre iniziative anche il concorso “Io mi dilettava di guardare”, strutturato in differenti categorie con diverse modalità di partecipazione: bambini, alunni delle elementari e medie, ragazzi di superiori e università ed adulti. Ogni categoria avrà come tema un verso tratto dalla Divina Commedia.  Previsto infine un docufilm come laboratorio per i ragazzi.

Certo gli eventi sono stati rimodulati, e sono tutti solo su prenotazione, in virtu' delle nuove disposizioni sanitarie, e "speriamo di poterli fare", commenta l'assessore alla Cultura Valerio Melandri. Sottolineando che "non esistono luoghi piu' sicuri di teatri e cinema". Da quando e' scoppiata l'emergenza sanitaria, argomenta, su 350.000 spettatori della provincia c'e' stato un solo contagio. Nelle scuole, prosegue, sono stati investiti oltre 600.000 euro e "ora pseudochiudono", quando "il vero tema e' il trasporto pubblico dove non sono stati fatti investimenti adeguati". Il trasporto pubblico e' "un generatore forte di contagio, non teatri e cinema- ribadisce Melandri- che sono ben organizzati ed enormemente sicuri". Senza dimenticare, aggiunge, che "un conto e' un teatro a Forli', un conto uno in una metropoli. Diciamo sempre che la citta' e' morta, ma allora il problema del Covid e' relativo". Ironia a parte, conclude, "la situazione e' grave e dal 26 novembre potrebbe continuare obbligandoci a una pausa prolungata. Speriamo in un risveglio delle coscienze", magari stimolato dal "Dante uomo politico: il destino del Paese non puo' essere chiudersi in casa, ma la forza e la vitalita' uscendo di casa, di incontrare e fare esperienza del rapporto e degli eventi".

Forli', entra nel dettaglio del programma Marco Viroli, vicepresidente di Direzione 21, nome ispirato proprio dal percorso verso le celebrazioni, e' "una citta' dantesca", dove il sommo poeta fu ospitato agli inizi del '300 da Scarpetta Ordelaffi. Anche perche' "centro di raccolta degli esuli fiorentini". Il nuovo decreto "chiude teatri, cinema, bar e palestre", lamenta il presidente Andrea Sansovini, tuttavia "sentiamo la vicinanza al settore della giunta, in prima linea con noi per portare avanti le attivita' culturali. Non neghiamo la pandemia, ma la cultura e' indispensabile e non sacrificabile". "Senza maestro - conclude - non si cammina, ma dobbiamo stare attenti a non fare rimorire Dante in una tomba di chiacchiere". Dello stesso avviso l'assessore Melandri: occorre puntare su "eventi che si possono fare solo qui, raccontare cio' che e' distintivo di Forli'", si avra' un medio pubblico, ma si puo' anche contare sulla mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei risparmi per la quale si stimano "200.000 presenze, Covid permettendo e soprattutto governanti illuminati o meno permettendo", conclude.

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