E' a capo delle cure ai nostri anziani: nominato il nuovo primario della Geriatria

“Nell'Ausl Romagna negli ultimi tre anni sono stati selezionati 56 direttori di struttura complessa, un impegno che andrà avanti anche quest'anno, con la previsione di una ventina di ulteriori ingressi”

Giuseppe Benati (a destra)

Nuovo tassello nella dirigenza dell'ospedale di Forlì: Giuseppe Benati, 56 anni, è il nuovo primario della geriatria del Morgagni-Pierantoni. E' in sostanza il medico a capo del complesso sistema di cura sanitaria, all'interno dell'ospedale, dei nostri anziani, una massa sempre più imponente di persone (e di utenti ospedalieri) che richiede non solo cure ospedalizzate, ma anche essere seguiti nelle loro problematiche nell'ambiente domestico, finché è possibile tutelare la loro autonomia, oppure nelle strutture protette che con diversi gradi di intensità si occupano della terza età. Gli ultrasessantacinquenni sono il 25% della popolazione (circa 47mila a Forlì e comprensorio), 25mila le persone sopra i 75 anni e tremila oltre i 90 anni. Dati in continua crescita.

“Nell'Ausl Romagna negli ultimi tre anni sono stati selezionati 56 direttori di struttura complessa, un impegno che andrà avanti anche quest'anno, con la previsione di una ventina di ulteriori ingressi”, spiega il direttore sanitario dell'Ausl Romagna Stefano Busetti presentando Benati. “L'ossatura dell'azienda sanitaria, su cui stiamo lavorando fin dall'inizio”, sempre Busetti. La geriatria dell'ospedale di Forlì è inserita nel dipartimento di cure primarie di Forlì, che è essenzialmente l'articolazione dell'Ausl che si occupa dei servizi territoriali, quelli esterni all'ospedale. “Questo perché la geriatria dell'ospedale è inserita in una rete che garantisce continuità, senza sbavature, tra presa in carico nei servizi territoriali e cure per i malati acuti che necessitano il ricovero, con passaggi intermedi come per esempio il reparto specializzato per post acuti di Forlimpopoli, quest'ultimo è un cuscinetto tra ospedale e casa o ospedale e struttura protetta”, sempre Busetti. La Geriatria di Forlì, con 11 medici in servizio, ha 25 posti letto per gli acuti e 10 per i 'post acuti', per un totale di 1.400 ricoveri l'anno circa, 4.000 prestazioni ambulatoriali. 

Benati spiega di essere “nato e cresciuto in quest'azienda, segno che nell'Ausl Romagna c'è attenzione alla crescita professionale, è un aspetto importante per un professionista vedersi riconoscere un impegno”. Quello della cura degli anziani è la più grossa sfida del sistema sanitario in Italia e a Forlì, soprattutto perché man mano che cresce l'età le patologie iniziano a sovrapporsi l'una all'altra e diventa “enorme la fetta di persone fragili, con più patologie e che assume grandi quantitativi di farmaci, il tutto in un'autonomia funzionale ridotta”, spiega il primario. “Tutto il sistema sanitario si sta innovando e non possono esserci muri tra ospedale e territorio per la presa in carico degli ammalati, con cure che partono da un'analisi completa dello schema terapeutico e che portano ad una personalizzazione della cura. Non si possono solo sommare farmaci”. Tra le altre priorità ci sono l'umanizzazione, dal momento che si opera in una fascia di età sensibile anche ai cambiamenti di contesto (ed è per questo che ogni possibilità di riportare l'anziano nella sua casa va sfruttata), e tutte le varie forme di demenze per le quali bisogna creare “una comunità amica”. Il fenomeno è imponente: a Forlì e circondario ci sono ben 3.400 pazienti colpiti da qualche forma di demenza e ogni anno si presentano circa 900 nuovi casi. 

Simili problematiche vengono affrontate in equipe: l'anziano in carico alla geriatria viene valutato da un nucleo di continuità ospedale-territorio, così da valutare con le famiglie, già durante il ricovero, le soluzioni migliori dopo le dimissioni. Una rete specifica si occupa poi delle demenze, col “Centro dei disturbi cognitivi”. La geriatria, in tandem con 4 dietiste, si occupa anche nello specifico di dietetica e nutrizione clinica, in quanto l'errata alimentazione influisce su molte malattie geriatriche, così come la riabilitazione e il miglioramento dei tempi di recupero. Questo reparto, infine, collabora sempre in equipe, con la traumatologia per i casi orto-geriatrici, vale a dire le casistiche sempre più frequenti di fratture causate dalla fragilità delle ossa.

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