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Partorire spontaneamente dopo un cesareo: a Forlì ora si può

Le partorienti vengono visitate in ospedale già dalla 28° alla 34° settimana nell’ambito dell’ambulatorio Gar (Gravidanze a rischio), accessibile su prenotazione telefonica (tel. 0543 731765)

Partorire spontaneamente anche se, in precedenza, si è affrontato un cesareo. Adesso, a Forlì, si può. L’U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”, dopo l’arrivo, da circa due anni, del nuovo direttore Celestino Claudio Bertellini, si è impegnata, infatti, a offrire alle donne forlivesi tale opportunità, che costituisce, per altro, uno degli obiettivi previsti dal percorso nascita della Regione Emilia-Romagna.

«Fino a un po’ di tempo fa, si riteneva che chi aveva partorito la prima volta con un taglio cesareo dovesse far poi nascere tutti i propri figli in quel modo – illustra il direttore – oggi, invece, i medici sanno che non è più così: anche chi ha avuto un cesareo, può ricorrere al parto per via vaginale. In alcune strutture limitrofe esisteva già questa possibilità; da circa un anno e mezzo anche la nostra unità ha creato un apposito percorso».

Per potervi accedere, infatti, occorre un’attenta valutazione da parte di ginecologi esperti in materia. «Abbiamo stilato un apposito protocollo che prevede i criteri di selezione, coinvolgendo tutti gli operatori ostetrici interessati, medici, ostetriche, responsabili infermieristici, e la direzione sanitaria». Le partorienti vengono visitate in ospedale già dalla 28° alla 34° settimana nell’ambito dell’ambulatorio Gar (Gravidanze a rischio), accessibile su prenotazione telefonica (tel. 0543 731765); qui, si effettua una prima selezione e, per quelle candidabili, viene individuato un iter che le conduce sino al parto spontaneo.

«Se la valutazione è accurata, i rischi sono molto modesti, tanto più che queste pazienti sono seguite per tutto il travaglio con estrema accuratezza; qualora, poi, durante il parto, emergessero eventuali problemi a procedere per via vaginale, grazie alla costante presenza dell’anestesista e alla disponibilità 24 ore su 24 dell’equipe operatoria, è tutto predisposto per effettuare anche il cesareo, così da garantire alla donna e al nascituro, il massimo della sicurezza».

Nei casi indicati, comunque, il parto vaginale rappresenta una valida opzione. «Tale scelta comporta diversi benefici: evita interventi chirurgici all’addome, la degenza ospedaliera è più breve, il rischio d’infezione è più basso, la perdita di sangue minore, e dunque minore è la necessità di trasfusioni; inoltre, si offre a chi in precedenza ha affrontato un cesareo di vivere sensazioni ed emozioni proprie del parto spontaneo, in un contesto di assoluta operatività e tutela della salute sua e del bambino. Chiaramente, anche le donne precesarizzate che decidono di provare il parto per via vaginale possono beneficiare, come le altre, di tutte le tecniche di analgesia, sia epidurale sia non farmacologica».   

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