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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca

Il paziente anziano, complesso e fragile: a Forlì una presa in carico globale a due "facce"

La riorganizzazione del Dipartimento della Gestione Integrata del Paziente Anziano Fragile di Forlì ha rivolto la sua attenzione sia ai percorsi intraospedalieri che a quelli tra ospedale e territorio

"Il percorso del paziente anziano, complesso e fragile: modalità di approccio integrate" al centro di un convegno che si è svolto sabato nella Sala Congressi del Grand Hotel di Forlì. Al convegno, che ha visto coinvolti i due Dipartimenti dell’Ausl che maggiormente si occupano della continuità nell’assistenza del paziente anziano fragile e polipatologico, il Dipartimento di Cure Primarie, diretto da Stefano Boni e il Dipartimento della Gestione Integrata del Paziente Anziano Fragile, diretto da Pasquale Maiolo, erano presenti numerosi medici di Assistenza Primaria e personale Infermieristico del territorio.

La riorganizzazione del Dipartimento della Gestione Integrata del Paziente Anziano Fragile di Forlì ha rivolto la sua attenzione sia ai percorsi intraospedalieri che a quelli tra ospedale e territorio. Per quanto riguarda il livello ospedaliero, a Forlì è stata strutturata un’area di degenza di 10 posti letto), di cui è responsabile il dottor Dente. E' qui che si  accoglie  il paziente anziano e complesso proveniente dal Pronto Soccorso e, dopo averlo valutato nell’insieme delle sue necessità (mediche,assistenziali,riabilitative e sociali), lo si assegna ad una degenza ospedaliera in grado di soddisfare tutti le sue esigenze (per intensità di cura).

“Prevediamo che l’Unità Gestione Rapida di Forlì, l’area ospedaliera creata nel 2013 allo scopo di incrementare l’efficienza dei processi di ammissione, gestione e dimissione del paziente anziano, fragile e polipatologico, che accede in modo non programmato alla struttura ospedaliera, possa gestire fino a 1.700-1.900 ricoveri all’anno per una media di 5-6 ricoveri/die nei dodici posti letto della Medicina Interna del padiglione Allende - hanno ipotizzato sabato all’iniziativa gli operatori Ausl.

Al convegno è stata poi illustrata la riorganizzazione  del percorso post chirurgico  dedicato a questi pazienti,  iter che è stato semplificato e a cui sono stati assegnati 10 posti letto (Area post chirurgica), coordinati dalla dottoressa Boschi. L’interfaccia tra ospedale e territorio è invece garantita da due aree: Area Multiprofessionale Integrata per la Continuità Assistenziale, di cui è responsabile il dottor Tassinari), e Area a Gestione Integrata Ospedaliera, di cui è responsabile il dottore Benati.

“Il paziente anziano – spiegano Maiolo e Boni - in presenza di una riacutizzazione della sua malattia, o in presenza di nuovi sintomi importanti, può essere inviato dal Medico di assistenza primaria alla valutazione ospedaliera nell' Area Multiprofessionale Integrata per la Continuità Assistenziale (entro 24 ore dalla richiesta) e nell'Area a Gestione Integrata Ospedaliera dove, previo un consulto multi professionale, viene deciso l’iter diagnostico terapeutico in accordo con il proprio medico di assistenza primaria e attivando, se necessario, anche una assistenza infermieristica domiciliare prioritaria.

Ma non finisce qui. Il Dipartimento di Cure Primarie di Forlì è anche in grado di offrire, con la collaborazione del Dipartimento della Gestione Integrata del Paziente Anziano Fragile, un’offerta territoriale che trova il suo punto di riferimento nell’ospedale di Comunità presso la Casa della Salute di Forlimpopoli,ove è possibile accedere tramite una valutazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale, di cui è responsabile medico la dottoressa Cappelli),che si occupa anche dei percorsi verso le aree post acuti. “La possibilità di offrire  tutti questi servizi – chiariscono gli operatori forlivesi - rappresenta sicuramente un grande sforzo per  tutte le professionalità che vi partecipano, ma è stata creata e sostenuta nell’ottica di una forte  integrazione tra territorio - ospedale per prendersi cura integralmente del paziente fragile  affetto da una patologia cronica .

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