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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca

Da Forlì alla Puglia, l'artigiano diventa Babbo Natale e porta sorrisi e speranza in tour per l'Italia

Sono entrati anche gli anziani nel giro del volontario forlivese Davide Marchetti, il Babbo Natale prestato alla solidarietà, appena rientrato dal suo viaggio caritativo

Dopo i minori ammalati e le famiglie disagiate, il Babbo Natale dei sofferenti Davide Marchetti ha elargito doni anche agli anziani. L’artigiano forlivese prestato alla solidarietà è appena rientrato dal suo viaggio caritativo, che l’ha visto protagonista in Puglia e in alcune città del centro e nord Italia. A bordo di una “slitta” turbodiesel, in pratica il pullmino prestato dai frati Servi del Cuore Immacolato di Maria, residenti in via Borghina a Vecchiazzano, il volontario ha avviato la sua spedizione caritativa da San Giovanni Rotondo, nel Gargano. Nel luogo in cui Padre Pio da Pietrelcina, il santo con le stimmate, ha trascorso l’intera parabola terrena, Davide ha strappato un sorriso ad una ventina circa di piccoli degenti di oncologia pediatrica dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, obbligati a trascorrere il Natale in reparto a causa della gravità della malattia.

Poi è stata la volta della pediatria generale, laddove è stato accompagnato in visita ai bimbi ricoverati da suor Angelina Santamaria, dell’ordine delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, fondato dalla forlivese beata Clelia Merloni. Nell’atto di uscire dall’ospedale, Marchetti si è visto abbracciare da una giovane, che gli ha chiesto se si ricordasse di lei. Di fronte al suo indugio, la ragazza l’ha incalzato con fermezza: “Dai, Babbo, tanti anni fa ero ricoverata in oncologia e tu mi portasti una bambolina parlante, proprio non ricordi?”. Quella creatura, grazie anche alle cure dei medici della “Casa Sollievo della Sofferenza”, è completamente guarita e adesso fa clownterapia nella struttura che le ha ridato la salute e un futuro da vivere. L’inaspettato fuori programma ha spinto il Babbo Natale forlivese a fermarsi in preghiera nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, sulla tomba di Francesco Forgione, nome secolare di San Pio prima di indossare il saio cappuccino.

Il viaggio in Italia del Babbo Natale di Forlì, tra anziani e piccoli da curare

“E’ il mio carburante – dichiara il volontario – da cui non posso prescindere se voglio sperare di testimoniare il calore della mia fede ad altre persone”. Ancora stordito dal singolare incontro, Davide è stato chiamato nei centri “Madre Teresa di Calcutta” e “Casa Padre Pio”: si tratta di due residenze sociosanitarie poste entrambe a San Giovanni Rotondo. “Grazie Babbo Natale, tu ci porti la gioia”, è stato il commovente saluto di un ospite della “Casa Padre Pio”. Ubicata a poche centinaia di metri dal convento in cui visse Padre Pio, offre agli anziani un servizio di ospitalità di tipo alberghiero, cordiale e decoroso, “nel pieno rispetto della libertà personale e della dignità umana e cristiana, secondo l'insegnamento di San Pio”. Gran parte degli ospiti provengono da altre regioni italiane e hanno scelto di trascorrere i loro ultimi anni nella terra di Padre Pio, per devozione.

“In entrambe le strutture – precisa Davide – ho incontrato persone avanti con gli anni ma dignitosissime, nel tentativo, penso riuscito bene, di suscitare gioia e serenità in pieno spirito natalizio”. Nei paraggi di San Giovanni Rotondo ci sono altri luoghi di grande interesse storico-religioso, a cominciare da Monte San Angelo, splendida cittadina dominata dalla basilica angioina costruita sull’antro in cui l'arcangelo Michele trionfò sul maligno, per continuare con l’abbazia di San Matteo in Lamis, fondata dai Benedettini fra il IX e il X secolo e condotta dai Frati Minori dal 1578. I giorni a cavallo del Natale hanno visto Marchetti destreggiarsi fra Firenze, Padova e Ravenna, oltre che nella sua Forlì, per restituire a tante persone gravate dalla sofferenza e dalla solitudine, un sorriso dimenticato da troppo tempo.

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