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Aeroporti romagnoli uniti, il sì di Rimini: "A ognuno i suoi debiti e i suoi introiti"

Il protocollo firmato in Regione ha come scopo fissare i tempi, ma soprattutto le condizioni con cui la SAR potrà diventare vera e propria Holding Romagnola dei cieli

Comune e Provincia di Rimini firmano il protocollo per la costituzione della ”Società Aeroporti di Romagna”. Rimini di fronte alla Holding Regionale degli aeroporti dice “vedo”. Questo il senso della firma. “Si tratta di una operazione, questa della Holding Regionale, che non pregiudica, ma piuttosto interagisce, con i piani di sviluppo di Aeradria”, corre subito a precisare il comunicato emesso dagli enti riminesi.

“I piani proseguono e vedranno il Comune di Rimini impegnato nella sottoscrizione dell’aumento di capitale nelle prossime settimane mentre la Provincia ha già sottoscritto la propria quota. Nel frattempo Provincia e Comune di Rimini partecipano al tavolo regionale per verificare le condizioni per costruire un player romagnolo con un fisico e la professionalità per stare su un mercato destinato all’espansione e che potrà richiedere ulteriori aggregazioni ed alleanze”, spiega la nota di Provincia e Comune.

Il protocollo firmato in Regione ha come scopo fissare i tempi, ma soprattutto le condizioni, all’avverarsi delle quali, la SAR potrà diventare vera e propria Holding Romagnola dei cieli. Le condizioni salienti poste dai soci riminesi sono queste: prima del conferimento delle azioni delle attuali società di gestione degli Aeroporti nella SAR i soci dovranno farsi carico delle perdite o sofferenze delle proprie società; il conferimento delle azioni delle attuali società di gestione degli Aeroporti nella SAR avverrà sulla base di valutazione del valore delle società a cura dei tecnici già incaricati da Seaf e Aeradria”

E ancora: “Prima della confluenza delle azioni delle attuali società di gestione degli aeroporti nella SAR devono essere messi a punto i meccanismi societari per i quali eventuali perdite di esercizio dei singoli scali saranno, anche in futuro, ripianate dai rispettivi soci delle attuali società di gestione. Analogamente, prima della confluenza delle azioni delle attuali società di gestione degli aeroporti nella SAR devono essere messi a punto i meccanismi societari per i quali eventuali utili di esercizio dei singoli scali saranno, anche in futuro, ripartiti a favore dei rispettivi soci delle attuali società di gestione”.


“Ci è sembrato naturale, e quindi giusto” Dichiarano il Sindaco Gnassi e il Presidente Vitali “che Rimini stia dentro il ragionamento che la Regione sta costruendo in campo aeroportuale. Per tre ragioni fondamentali”  continuano gli amministratori riminesi “La prima perché è difficile in una operazione del genere prescindere dal know how che Rimini può portare; la seconda perché l’impostazione che è stata data alla vicenda è di tipo industriale dove ciò che conta è la sostenibilità economica. La terza ed ultima, se l’operazione andrà in porto sarà più facile procedere verso accordi con partner forti e hub internazionali capaci di mettere in comunicazione la competitività turistica e fieristico-congressuale del nostro territorio con una parte importante del mondo”

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