La Polizia sventa assalto con armi da fuoco: 5 rapinatori accerchiati e arrestati

Erano arrivati venerdì a Forlì, presumibilmente per metter a segno un assalto con armi da fuoco in un supermercato o una gioielleria. Ma il piano è fallito grazie agli agenti delle Squadre Mobili di Forlì, Rimini e Brindisi

Erano arrivati venerdì a Forlì, presumibilmente per metter a segno un assalto con armi da fuoco in un supermercato o una gioielleria. Ma il piano è fallito grazie agli agenti delle Squadre Mobili di Forlì, Rimini e Brindisi, che hanno assicurato alla giustizia il pericoloso sodalizio. In manette sono finiti cinque giovani di origine brindisina, tra i 23 ed i 30 anni, tutti già noti per rapine: ora si trovano in carcere alla Rocca a disposizione del pm Antonio Vincenzo Bartolozzi.

LA "SOFFIATA" - Tutto è partito da un'informazione investigativa della Questura di Brindisi, che ha segnalato alla Squadra Mobile di Rimini la partenza dalla Puglia dei cinque banditi, viaggianti a bordo di una "Lancia Musa" ed un camper, diretti ad una città della Romagna, col proposito di compiere una rapina a mano armata ai danni di un esercizio commerciale. I cinque sono stati intercettati lungo l’A14, e quindi pedinati fino a Forlì.

L'ARRIVO A FORLI' - I malviventi hanno parcheggiato nei pressi del Buscherini, in via Europa. Nonostante la pioggia, si sono mossi nel corso della nottata, effettuando alcuni passaggi davanti ad alcune attività commerciali “sensibili” della città. Ad un certo punto gli investigatori hanno notato un anomalo scambio tra i componenti della banda, una voluminosa busta, nel parcheggio dove avevano deciso di trascorrere la notte.

Il BLITZ - Sabato mattina, una ventina di agenti, diretti dal dirigente Claudio Cagnini, sono passati all'azione ed hanno circondato i mezzi dei criminali, sorprendendoli ancora nel sonno. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti una pistola semiautomatica calibro 7,65 con un colpo in canna ed un fucile a canne mozze calibro 12, con relativo munizionamento. Le armi sono state trovate senza matricola. A bordo del camper invece due scanner per intercettare le conversazioni radio delle forze dell’ordine e vari arnesi da scasso.

LE MANETTE - Uno dei cinque, tentando di ingannare gli agenti, ha dichiarato false generalità ed ha esibito una falsa carta d’identità, cercando così di eludere l’esecuzione, nei suoi confronti, di una misura restrittiva pendente, disposta dal Tribunale di sorveglianza di Bari. Ad un altro degli arrestati, inoltre, sorvegliato speciale, è stata contestata anche la violazione delle prescrizioni impostegli dal Tribunale di Brindisi. Le accuse sono di detenzioni di armi clandestina e porto di oggetti atti allo scasso.

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