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Anche Forlì con il prof Vicini nella cattedrale della medicina inglese

Il direttore dell’U.O. di Otorinolaringoiatria e del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche dell’Ausl di Forlì, è, infatti, intervenuto, venerdì scorso, alla Royal Society of Medicine di Londra

Il prof. Claudio Vicini nella cattedrale della medicina inglese per spiegare come trattare chirurgicamente i disturbi respiratori in sonno. Il direttore dell’U.O. di Otorinolaringoiatria e del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche dell’Ausl di Forlì, è, infatti, intervenuto, venerdì scorso, alla Royal Society of Medicine di Londra, nell’ambito di un seminario dedicato a “Le ultime sfide in otorinolaringoiatria”. Un invito prestigioso quello toccato al prof. Vicini: raramente la gloriosa istituzione britannica, fondata nel 1805, ammette al suo interno relatori stranieri, ma in questo caso l’assenza di tradizione inglese in un campo che vede, al contrario, il prof. Vicini fra i massimi esperti mondiali, ha indotto la storica società a rivolgersi al professionista italiano.

«E’ stata un’esperienza molto stimolante – racconta il prof. Vicini – ho parlato nella Ent Hall, una sala convegni alle cui pareti sono appesi i ritratti di tutti i maggiori otorini degli ultimi due secoli, davanti a circa 250 professionisti Orl. Di solito, gli inglesi sono avari di riconoscimenti nei confronti dei colleghi degli altri paesi, personalmente, invece, ho riscontrato grande interesse e una calorosa accoglienza».

Nella sua relazione, il prof. Vicini ha cercato di sottolineare l’utilità dell’opzione chirurgica nella cura dei disturbi respiratori in sonno, analizzando la questione anche dal punto di vista della sostenibilità economica, aspetto essenziale in Gran Bretagna. «La sanità inglese ha vincoli di bilancio molto severi, e ciò spesso finisce per limitare il progresso scientifico e tecnologico – spiega il prof. Vicini – basti pensare che l’Inghilterra è uno dei paesi con la minor diffusione di robot chirurgici. Per questo, ho insistito soprattutto su due punti: le evidenze scientifiche alla base dell’efficacia delle terapie chirurgiche e la loro compatibilità in presenza di limiti di budget».

Il prof. Vicini ha, infatti, illustrato come la chirurgia delle apnee e del russamento sia una disciplina composita, che richiede l’intervento di competenze diverse (stomatologo, chirurgo plastico, chirurgo maxilo-facciale) e, soprattutto, una corretta diagnosi iniziale, individuando quattro diversi livelli di gravità. «Si va dal russamento semplice, comune a circa il 70% della popolazione, alle apnee lievi e medie, sino a quelle severe e allo strido – spiega il prof. Vicini – ciascuna di queste problematiche ha logiche proprie per epidemiologia, diagnosi e terapie, e pone quindi sfide peculiari, richiedendo differenti tipi di approccio».

Nel caso del russamento, ad esempio, visto l’alto numero di soggetti interessati e la presenza di rischi modesti per la salute, «è sufficiente un trattamento chirurgico minimo e dunque di limitato impatto economico», mentre nei confronti delle apnee, che interessano una platea ristretta di pazienti ma le cui conseguenze sulla vita delle persone sono paragonabili, se non peggiori, a quelle del fumo, si deve ricorrere a «interventi più costosi, come quelli robotici». «In sintesi – commenta il prof. Vicini – la chirurgia è un’opzione che si può e si deve adottare, in quanto da una parte rappresenta una risorsa addizionale per curare le apnee e dall’altra, considerati i costi complessivi di queste patologie, è sostenibile anche dal punto di vista economico». Un messaggio che ha fatto breccia nella platea, tanto che dopo la sua relazione, diversi otorini presenti in sala si sono mostrati interessati a recarsi a Forlì per approfondire il tema.

E che l’U.O. Orl dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” sia sempre più punto di riferimento internazionale per la diagnosi e cura delle apnee lo conferma anche l’ulteriore, prestigioso, invito ricevuto dal prof. Vicini, chiamato dalla Società tedesca di Otorinolaringoiatria a intervenire al suo congresso nazionale, in programma a Magonza nel fine settimana, per partecipare alla tavola rotonda su “Nuove tecnologie in chirurgia endoscopica”.     
 

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