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Rovinato dal gioco d'azzardo: costringeva la moglie a prostituirsi

Trenta giorni di indagini, che si sono concluse con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip su richiesta del pm Filippo Santangelo per maltrattamenti in famiglia

Picchiata, violentata e costretta a prostituirsi dal marito. Ma dopo anni di soprusi trova il coraggio di liberarsi dell'enorme peso e denunciare tutto alla Polizia. L'incubo per la donna, una 38enne di nazionalità albanese, si è concluso venerdì: gli agenti della Squadra Mobile di Forlì, diretti dal dirigente Claudio Cagnini, al termine di un'indagine lampo durata trenta giorni, hanno arrestato l'uomo, A.B. (le sue iniziali), un operaio albanese di 44 anni, attualmente in cassa integrazione.

L'extracomunitario è stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pubblico ministero Filippo Santangelo e firmata dal giudice per le indagini preliminari Luisa Del Bianco con le accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e induzione e sfruttamento della prostituzione. Quest'ultimi due capi di imputazione, che aggravano il quadro accusatorio dei maltrattamenti in famiglia, sono caduti in prescrizione poichè accaduti quindici anni fa.

La donna è arrivata in Italia nel 1996, seguendo il marito, con il quale abitava a pochi passi dal centro di Forlì in zona Porta Schiavonia. Insieme hanno concepito due figli, uno dei quali ora maggiorenne. Un contesto familiare rovinato dal vizio dell'alcol e del gioco d'azzardo del 44enne, che lo ha spinto a costringere la compagna a prostituirsi per raccimolare soldi, in particolare tra il 1996 e il 1997.

Sono seguiti 15 da incubo per la donna, costretta a subire la violenza del compagno e talvolta a non uscire di casa. Per quattro volte è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso: in un'occasione si era presentata con un timpano quasi rotto. La vittima non ha mai trovato il coraggio di confessare la verità, nascondendo le violenze con banali incidenti domestici. Fino allo scorso novembre, quando al culmine dell'ennesima aggressione, ha deciso di denunciarlo alla Polizia.

Acquisito il drammatico racconto della 38enne, gli inquirenti hanno raccolto le testimonianze del vicinato ed i referti medici del pronto soccorso. Trenta giorni di indagini, che si sono concluse con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Del Bianco su richiesta del pm Santangelo. Il 44enne ora si trova in carcere a disposizione della magistratura.

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