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Vita da parrucchiera nel primo giorno di "zona rossa": "E' una tragedia. Fioccano le disdette"

Nel primo giorno di "zona rossa", misura stabilita dal governo per fronteggiare la diffusione del coronavirus, "Dory" ha messo le mani su shampoo e forbici per una sola volta

"Come sto moralmente? E' una tragedia". Doretta Brancaleoni, titolare dell'omonimo salone di acconciature in via Macero Sauli, allarga le braccia. Nel primo giorno di "zona rossa", misura stabilita dal governo per fronteggiare la diffusione del coronavirus, Brancaleoni ha messo le mani su shampoo e forbici per una sola volta. "Tre mie clienti hanno già telefonato per disdire, perchè c'è paura ed i figli hanno paura che escano di casa. Questa settimana ho dodici appuntamenti, ma mi aspetto altre disdette".

La preoccupazione è tangibile: "Il 16 marzo ci sono le scadenze, quindi pagamenti da fare. Ma per il momento non abbiamo aiuti dallo Stato. Ma con cosa le paghiamo se non abbiamo fatto incassi da circa due settimane?". "Dory", come viene chiamata dalla clientela più affezionata, si è già adeguata alle disposizioni per fronteggiare la diffusione del coronavirus: "Opero con la mascherina e le fornisco anche alle clienti. Inoltre può entrare una sola cliente alla volta, poi procedo alla disinfestazione delle poltrone, delle maniglie e tutte le superfici toccate".

Il decreto evidenzia che va evitato "ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita", "nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità" o "per motivi di salute". Ma perchè quindi tenere un esercizio commerciale aperto? L'acconciatrice si è fatta una sua opinione: "C'è confusione su questo aspetto e mi sono confrontata anche con i miei colleghi. Ma io penso che il governo non ha deciso per la chiusura delle attività perchè semplicemente non si vuole assumere la responsabilità di pagare tutti gli ammanchi economici che avremo. Perchè se non ci viene data la restrittiva di chiudere, noi non possiamo chiedere nulla a nessuno. Ci rimettiamo quindi due volte".

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