Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

Forni crematori degli animali di affezione, si va verso l'ok definitivo

Approda al suo passaggio definitivo la variante urbanistica che permette a Forlì di dotarsi di forni crematori per gli animali di affezione

Approda al suo passaggio definitivo la variante urbanistica che permette a Forlì di dotarsi di forni crematori per gli animali di affezione, vale a dire cani e gatti che popolano sempre di più le nostre case e che rappresentano membri della famiglia e in quanto tali, quando muoiono, spesso e volentieri determinano disagio psicologico. Da qui anche la necessità di una gestione funebre  consona  sempre più avvertita da parte della popolazione, che va al di là del mero smaltimento della carcassa. A Forlì sono registrati all'anagrafe canina circa 14.500 cani, i decessi nel 2020 sono stati circa 1.600, mentre le nuove iscrizioni circa 2.300.

Ma a Forlì il piano regolatore non prevede la possibilità di realizzare un simile impianto. Ma dalla fine del mese questo potrebbe essere possibile. Dopo l'adozione della modifica al piano urbanistico, martedì pomeriggio si sono discusse in seconda commissione consiliare le osservazione e le contro-osservazioni. Un passaggio obbligato per approdare il 28 luglio in Aula del Consiglio. Il vicesindaco con delega all'Urbanistica Daniele Mezzacapo ricorda che “a Forlì non c'è possibilità di ospitare un impianto per la cremazione di animali di affezione, come gatti, cani e animali di piccola taglia. In particolare non esistono impianti che cremano e restituiscono le ceneri in un'urna”. La delibera, quindi, viene definita “un fatto di civiltà”.

L'opposizione di centro-sinistra teme però che la struttura possa diventare un altro inceneritore. Per Mezzacapo non si corre il rischio, dato che tali strutture “in Italia, dove esistono, hanno piccole dimensioni di 300-400 mq e un forno di piccole dimensioni”. In passato di era parlato di una camera di combustione di 4 metri per 4 e possibilità di smaltire esclusivamente carcasse inferiori ai 40 chili di peso. Si stima un'attività di 120 carcasse al mese. Essendo a tutti gli effetti  impianti di smaltimento queste strutture private saranno soggette ad autorizzazione ambientale.

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