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Frana sulla Valbura ormai dimenticata, l'appello: "Ora c'è la possibilità di intervenire"

La strada provinciale della Valbura è chiusa ormai dal 2014 per una frana, che pare caduta nel dimenticatoio da parte della Provincia

La strada provinciale della Valbura è chiusa ormai dal 2014 per una frana, che pare caduta nel dimenticatoio da parte della Provincia. E' l'ex assessore provinciale Alberto Manni a seegnalarlo con una lettera aperta al Presidente della ProvinciaDavide Drei, al direttore dell'Agenzia regionale della Protezione Civile Maurizio Mainetti, al deputato forlivese  Marco Di Maio, al Sindaco di Portico Luigi Toledo e a quello di Premilcuore Marco Minghetti.

Scrive Manni: “Anche i recenti finanziamenti ottenuti dai Comuni del Circondario forlivese sono frutto dell’ottimo lavoro di squadra coordinato e sorretto dal deputato Marco Di Maio, a cui va riconosciuto impegno costante a favore del  territorio. Mentre mi rallegro per questi risultati raggiunti, mi sento in dovere di ricordare a tutti  un problema dimenticato, di cui più nessuno parla: la strada provinciale Valbura, che unisce la vallata del Montone-Acquacheta  con quella  del Rabbi, chiusa dal 2014 al traffico a causa di una frana al Km6 + 500 a circa un chilometro dal passo della Valbura o del Manzo (mt. 845). Capisco le gravi difficoltà finanziarie, ma, anche  a nome dei cittadini residenti e dei turisti  che amano e apprezzano la bellezza delle nostre montagne, mi permetto di chiedere che il problema della frana venga affrontato con decisione, permettendo almeno il collegamento fra le due valli anche solo con una corsia”.

“Sono purtroppo note le impossibilità ad operare delle Province, private dei finanziamenti necessari a gestire una rete importante di strade, soprattutto in collina e in montagna. Mi risulta che la legge finanziaria, recentemente approvata, preveda finanziamenti alle Province proprio per questi interventi. Non perdiamo l’occasione per sistemare la frana del Valbura. Nei Comuni delle zone montane si assiste, purtroppo, ad una costante diminuzione dei servizi e ciò non favorisce la preziosa permanenza della popolazione residente, ma anzi costituisce un forte incentivo allo spopolamento di questi territori. Sottolineo, poi, l’importanza dei collegamenti intervallivi, che favoriscono i rapporti commerciali e sociali dei territori delle valli nelle zone montane e costituiscono un ausilio importante in caso di incendi dei boschi e altri interventi di protezione civile e pronto intervento sanitario”.


 

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