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Cronaca Dovadola

Dovadola, nuova frana a Trove: il fango minaccia le case

Fango e detriti sono tornati a minacciare nuovamente le abitazioni e l'amministrazione comunale in queste ore si è attivata per arginare ulteriori smottamenti

Il maltempo delle ultime settimane ha attivato un nuovo smottamento a Trove, nel Comune di Dovadola, la località sita a poca distanza dalla Rocca dei Conti Guidi già interessata nell'inverno del 2015 a più riprese un movimento franoso di notevoli dimensioni che aveva fatto slittare a valle una considerevole quantità di terra. Fango e detriti sono tornati a minacciare nuovamente le abitazioni e l'amministrazione comunale in queste ore si è attivata per arginare ulteriori smottamenti. 

Una prima colata di terra ha riempito la vasca filtrante realizzata con i fondi della Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna per difendere l'abitato dovadolese, che già nelle scorse settimane aveva isolato una famiglia e reso inagibile una strada. La seconda ha raggiunto diverse case ed in queste ore i tecnici della Igt di Mercato Saraceno, già impegnati nella messa in sicurezza della strada di Monte Paolo, sono al lavoro per contenere l'avanzata della terra.

si riattiva la frana di Trove: le foto

"La zona era già stata soggetta in passato a fenomeni similari - dichiara Marco Carnaccini, assessore del comune di Dovadola - e per ovviare alla problematica era stata costruita sia la vasca di decantazione che un gradone di muratura che però hanno ceduto. Il sistema non è in equilibrio, in quanto un team di geologi formato da Carlo Fabbri, Massimiliano Flamigni e Flavio Savorelli, ha scoperto che la zona è piena di acqua in profondità; questo provoca le frane".

"Per risolvere il problema - aggiunge Carnaccini - è necessario un intervento più drastico e per far fronte a questo abbiamo richiesto una sovvenzione di 100 mila euro alla regione per emergenze ambientali. Per il momento possiamo soltanto compiere opere di tamponamento grazie al lavoro dei tecnici della Igt. Ci auguriamo di poter al più presto sistemare il problema a monte per proteggere le abitazioni a valle delle colate, soprattutto la famiglia Marchini-Nannini che si trova da giorni bloccata dal fango e per compiere qualsiasi spostamento deve percorrere 300 metri di strada in mezzo al fango".

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