Morto annegato, "dentro Claudio un cuore grande che cerca di aiutare"

Un lungo applauso ha accolto l'arrivo della salma di Claudio Fabbri, il 58enne morto annegato mercoledì pomeriggio nel canale emiliano romagnolo, in via dei Prati

Stringeva forte a se l'immagine di papà Claudio. All'arrivo alla chiesa "San Giovanni Battista" di Coriano i primi ad abbracciare il piccolo Maicol sono stati gli amici. C'è qualcuno che gli ha sussurato: "Sei forte". Insieme ai compagni ha preso per mano due palloncini, uno nero e l'altro azzurro, i colori dell'Inter, la squadra del cuore del padre, e all'uscita del feretro dall'auto funebre li hanno lanciati in aria. Un lungo applauso ha accolto l'arrivo della salma di Claudio Fabbri, il 58enne morto annegato mercoledì pomeriggio nel canale emiliano romagnolo, in via dei Prati, a Villafranca.

In via Pacchioni c'erano gli amici ed i colleghi di lavoro della Bonfiglioli Trasmital di Fabbri, ancora sconvolti dalla tragedia che ha portato via il loro caro. Applausi al volo dei palloncini e poi il silenzio e la voce del dolore, quelle delle lacrime. Come quelle di Alessandra, moglie di Claudio, nascoste dietro un paio gli occhiali scuri. Al centro della chiesa la salma, con sopra una maglia dell'Inter. "E' un immenso dolore - ha sottolineato don Enzo Scaioli durante l'omelia -. Bisogna cercare dove sta la consolazione e la speranza". Claudio, ha ricordato il sacerdote collegandosi alla lettera di San Giovanni Apostolo "Chi non ama rimane nella morte", "ha dato la sua vita in uno slancio per aiutare una creatura in difficoltà. E c'è un aspetto da tenere bene davanti agli occhi: un cuore grande che cerca di aiutare".

La famiglia l'ha ricordato con una preghiera di Sant'Agostino: "La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami. Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace".

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