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Funerali di Angelo in Piazza Saffi: "Morto per scuotere le istituzioni"

"Un ultimo gesto disperato per fare sentire la sua voce". E' così che vogliono che sia considerato il drammatico suicidio di Angelo Di Carlo, che si è dato fuoco davanti a Mantecitorio, morendo giorni dopo per le ustioni, i suoi amici

“Un ultimo gesto disperato per fare sentire la sua voce”. E' così che vogliono che sia considerato il drammatico suicidio di Angelo Di Carlo, che si è dato fuoco davanti a Mantecitorio, morendo giorni dopo per le ustioni, i suoi amici. Ora si attende che le sue ceneri possano essere ritirate a Roma, dove il corpo è già stato cremato, e portate a Forlì per una cerimonia funebre in Piazza Saffi. Poi secondo il volere espresso tramite una lettera al figlio Andrea, verranno sparse nel Parco delle Foreste Casentinesi.



Ancora non c'è una data precisa, si parla di una quindicina di giorni circa, ma intanto si pensa, per ricordare Sgargy, questo il suo soprannome, di allestire spazi, durante la cerimonia, per mostrare foto e video che lo ritraggono nei momenti di partecipazione alle manifestazioni sui temi a lui cari. A sostegno del figlio, Andrea Di Carlo, alla ricerca di un lavoro e di un'abitazione economicamente sostenibile, si possono effettuare versamenti sul conto corrente a lui intestato: Banco Posta, conto corrente numero 97961809, codice Iban IT47 FO76 0113 2000 0009 7961 809. Questo è l'unico conto sul quale la famiglia autorizza i versamenti.

A parlare di queste iniziative, in rappresentanza di tutti gli amici di Angelo, Raffaella Pirini, consigliere comunale di DestinAzione Forlì, Michela Nanni dell'associazione Clan-Destino, Simona Ricci, della Federazione della Sinistra, Michele Bulgarelli della Cgil, Lidia Bendandi e Michele Rubino (ex Popolo Viola). Da questi ultimi in particolare viene posto l'accento sull'emergenza disoccupazione e sull'attenzione che merita il dramma della povertà che aumenta anche a Forlì.

“Certo la perdita del lavoro è stata una delusione, ma non vogliamo che il gesto passi come un abbandono alla disperazione – sottolineano Nanni e Pirini – noi crediamo che sia stato un modo per fare sentire la sua voce, un gesto attivo, anche se, purtroppo, tragico. Per quanto riguarda il porta a porta, Angelo era rimasto deluso, lo ha visto partire e poi fermarsi dopo sole 3 zone. Lui lo considerava come una bellissima prospettiva di lavoro onesto e pulito. – continua Pirini – Lo avevo sentito 15 giorni prima della tragedia e mi era sembrato più combattivo del solito. Il suo gesto lo ha fatto per dare una sferzata alle istituzioni e adesso spero davvero che serva a qualcosa”.   








 

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