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L'ultimo saluto al giovane Antonio: "Un tesoro sulla Terra, ora un angelo in cielo e modello per la nostra vita"

Era figlio di Alberto Lattuneddu, presidente di Federfarma Forlì e titolare della farmacia "Malpezzi" di Forlì

Sono stati celebrati sabato mattina, nella chiesa di Regina Pacis, i funerali di Antonio Lattuneddu, il diciottenne forlivese scomparso all'improvviso lunedì scorso a seguito di un malore mentre si stava allenando in casa. Era figlio di Alberto Lattuneddu, presidente di Federfarma Forlì e titolare della farmacia "Malpezzi" di Forlì. "Una morte giunta tanto presto, nel pieno del suo aprirsi alla giovinezza e alla vita - ha ricordato il sacerdote nell'omelia -. Ci può essere risposta a questo dolore? Non si trova una risposta esauriente, sappiamo che tutto ciò fa parte dei grandi misteri della vita, che ci viene data senza sapere il perchè, che scopriamo un po' alla volta e che può concludersi in qualsiasi momento. Sappiamo che la vita è una cosa tanto bella e fragile".

"Ci accorgiamo che non siamo padroni di nulla - ha proseguito -. Tutto questo è il mistero della vita in tutta la sua bellezza e il mistero di una morte terrena che si apre all'eternità e alla beatitudine. Qualcuno guardando alla morte impara a vivere, comprendendo sempre più l'importanza della vita. Accettando di essere fragili e provvisori si comprende come tutto è dono e siamo pieni di doni, ogni giornata. Questo atteggiamento è uno slancio che aiuta a guardare avanti anche quando ci si trova davanti a prove gravi".

"Antonio è e sarà sempre vicino, perchè continua a vivere in una realtà diversa, ma che è esterna ed immensamente più grande - ha concluso il prete -. Antonio ha compiuto una sua missione grande. Lui amava vivere, era assetato di mare, di montagna e di campagna, sempre col sorriso ed di una voglia di vivere che trasmetteva a chi era accanto. Giovane, buono e servizievole, felice con gli amici e cresciuto nella fede. Sapeva aiutare tutti con spontaneità. Un tesoro sulla Terra, ora un angelo in cielo, vero amico nel cuore e modello per la nostra vita". "Per mantenere vivo il suo sorriso aiutiamo i poveri della missione Belem di Haiti a costruire la farmacia dell'ospedale che la missione sta costruendo in una delle zone più povere del paese", è l'invito della parrocchia di Regina Pacis.

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