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"Fuori dal fossile. Rompiamo il silenzio". Fridays for Future manifesta per il clima

I ragazzi di Fridays For Future sono scesi in Piazzale della Vittoria per il nuovo sciopero globale in difesa del pianeta

"Fuori dal fossile. Tutti uniti nessuno escluso. Rompiamo il silenzio". I ragazzi di Fridays For Future sono scesi in Piazzale della Vittoria per il nuovo sciopero globale in difesa del pianeta. Nessun corteo, ma un presidio statico nel rispetto delle norme di sicurezza per la protezione contro il coronavirus. "Abbiamo chiesto anche agli altri attivisti della Regione di unirci e incentrare lo sciopero sul progetto di Eni, approvato nel 2018, del nuovo impianto di stoccaggio CO2 a Ravenna - dichiarano i portavoce - l’ennesimo subdolo piano di greenwashing che permetterà all'azienda più inquinante d'Italia di continuare ad emettere sempre di più cercando nuovo petrolio e soprattutto metano, e poi dalla Co2 prodotta ricavare idrogeno blu".

"La Regione aveva dichiarato che sarebbe diventata rinnovabile entro il 2035, ma questo progetto dimostra che non è così, e che l'amministrazione è decisa a non abbandonare il fossile continuando con il solito business as usual - proseguono i giovani attivisti -. Il progetto Eni richiederebbe ingenti fondi dall'Europa attraverso il Recovery Fund, che diversamente andrebbero destinati a progetti di sviluppo sostenibile per avviare la transizione ecologica. Eni invece potrà continuare a produrre emissioni da petrolio e soprattutto da metano, dagli impianti già esistenti e da quelli che andrebbe a creare se le verrà permesso, sottraendo importantissimi fondi europei e inquinando fino almeno al 2045, quando, secondo i calcoli degli esperti dell'Eni, le emissioni di Co2 verranno compensate, andando in contrapposizione con l'obiettivo della regione di passare al 100% di energie rinnovabili entro il 2035". 

Quanto allo sciopero, "nulla è sotto controllo, perché le emissioni continuano a crescere, allontanandoci sempre di più dal percorso sicuro per stare sotto +1,5°C di surriscaldamento globale. Destinandoci a un pianeta nel caos e saccheggiando il nostro futuro. La crisi climatica deve essere trattata come una crisi. E le persone al potere devono difendere la vita umana sulla Terra piuttosto che l'avidità di pochi. Mancano solo 7 anni e 4 mesi prima di raggiungere il punto di non ritorno. Non ci sono più scuse".

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