Specialisti del furto con le borse schermate: stanata la banda delle Playstation

Oltre ad una barista imolese di 22 anni, incensurata, sono stati denunciati due 35enni, già noti alle forze dell'ordine

Il tentato furto di cinque consolle Playstation all'Unieuro del centro commerciale "Punta di Ferro" di Forlì era costato ad una barista imolese di 22 anni una denuncia a piede libero. Nel frattempo il personale delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di corso Garibaldi, al comando del dirigente Stefano Santandrea, ha proseguito nelle indagini per verificare se la giovane abbia agito da sola o con la collaborazione di complici. Il lavoro degli inquirenti ha portato ad individuare una banda specializzata in furti di materiale elettronico. Oltre alla ragazza sono stati denunciati due 35enni, un marocchino residente a Premilcuore ed un tunisino residente a Casalfiumanese, nei pressi di Imola. Insieme alla 22enne dovranno rispondere in concorso di "furto aggravato continuato".

Le indagini

Le indagini sono partite dal tentativo di furto di cinque Playstation dal valore di circa 1600 euro. La ragazza, colta sul fatto, venne trovato in possesso di tutto l’armamentario per cercare di eludere il sistema di rilevazione dell’antitaccheggio, ed in particolare due grandi buste di carta rigida le cui pareti erano state dotate di schermatura in alluminio, che però non garantì sufficiente protezione per eludere l’allarme. Dopo questa prima fase sono stati effettuati altri approfondimenti sia attraverso la visione delle immagini del sistema di sorveglianza interna, sia mediante rilievi di Polizia Scientifica sulle borse in sequestro, anche tenuto conto del fatto che la ragazza, incensurata, non dava l’idea di una esperta ladruncola. Anzi, la specializzazione dimostrata lasciava intendere che dietro la facciata della “brava ragazza” vi fosse l’opera di qualcuno più esperto.

I complici

Gli accertamenti esperiti dal Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica della Questura, cui gli agenti delle Volanti hanno immediatamente consegnato le due grosse borse schermate sequestrate alla ragazza, hanno permesso di ritrovare alcune impronte digitali riferibili ad un marocchino 35enne, residente a Premilcuore e già noto alle forze dell'ordine, mentre la visione delle immagini ha permesso di appurare che durante la fasi del furto la giovane era stata affiancata da altri due soggetti, due uomini, uno dei quali riconosciuto immediatamente dagli investigatori nel soggetto il cui nome era emerso dalla ricerca sul sistema nazionale A.F.I.S. (acronimo di Automated Fingerprint Identification System) della Direzione Centrale della Polizia Criminale sulle impronte digitali rilevate dalla Polizia Scientifica.

Inoltre, proseguendo negli accertamenti, è anche risultato che non era la prima volta che il terzetto colpiva a Forlì, in quanto in altre due occasioni, con lo stesso sistema (questa volta però andato a buon fine) erano riusciti a sottrarre materiale elettronico (principalmente Playstation ultima generazione), per un bottino di circa 2500 euro. Gli approfondimenti investigativi successivi hanno inoltre consentito di verificare che la ragazza ed il marocchino identificato attraverso le impronte digitali erano soliti frequentare assiduamente i centri commerciali dell’Emilia Romagna e in talune occasioni erano stati individuati insieme ad un terzo personaggio, anche lui 35enne, già noto alle forze dell'ordine, di nazionalità tunisina, residente come la ragazza a Casalfiumanese, nei pressi di Imola. Acquisita la sua fotografia, è stato immediatamente riconosciuto sia dagli investigatori, sia dai testimoni che all’epoca avevano notato quelle persone sospette aggirarsi dentro il negozio, così che anche al terzo complice è stato possibile dare un nome ed un cognome. Tutti e tre i soggetti sono stati quindi denunciati alla Procura della Repubblica di Forlì per furto aggravato continuato in concorso.

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