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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Con "curriculum" di tentati omicidi rubavano al ritmo di 4-5 case al giorno: coppia di ladri in manette

Un'indagine “vecchio stile”, con pochi ausili tecnologici e tanto lavoro di gambe e pedinamenti, con auto in borghese.

Un'indagine “vecchio stile”, con pochi ausili tecnologici e tanto lavoro di gambe e pedinamenti, con auto in borghese. I carabinieri delle compagnie di Forlì e di Meldola sono arrivati a metterci ben venti uomini in abiti civili per monitorare per alcuni giorni gli spostamenti di una coppia di albanesi e far scattare il blitz quando ormai, dai loro movimenti, era evidente quale fosse il loro “lavoro”, vale a dire i ladri professionisti. Secondo gli inquirenti la “batteria”  colpiva con 4-5 furti al giorno, tutti i giorni, in uno spazio limitato tra Forlimpopoli, il Ronco e i quartieri Spazzoli e Musicisti-Grandi Italiani.

Recrudescenza di furti

Perché un raggio d'azione così limitato? Perché dallo stadio fino a Forlimpopoli, sempre secondo i detective la coppia conosceva perfettamente le stradine secondarie per evitare eventuali posti di controllo. D'altra parte agiva lasciando i cellulari a casa, con i guanti per non lasciare impronte, con una macchina a noleggio per non avere veicoli a loro riferibili e perfino lasciando le chiavi dell'auto – parcheggiata ad oltre un chilometro da casa loro col il carico di arnesi da scasso – attaccate con una calamita sotto la vettura stessa. Tanti accorgimenti che, però, sono stati resi vani dai carabinieri dei nuclei operativi di Forlì, guidato dal tenente Francesco Grasso, e di Meldola, diretto dal sottotenente Gino Lifrieri. I due albanesi - Ndue Selmanaj, 28 anni (che ha recentemente cambiato cognome, come permesso dalla legge albanese) e Alfons Bibaj, 23 anni – sono quindi stati arrestati alcuni giorni fa al termine di un blitz nel loro “covo” di via Vassura, al Ronco, in cui hanno opposto resistenza, sferrando pugni e calci ai carabinieri e con un ultimo tentativo di scappare dalla finestra. Sono accusati di rapina impropria in concorso e furti in concorso.

Coppia di ladri arrestata dai Carabinieri

VIDEO - Refurtiva ancora senza proprietario, le immagini

Il comandante della compagnia di Meldola Filippo Cini delinea il curriculum criminale dei due soggetti: “Entrambi accusati di reati contro il patrimonio in Italia, successivi approfondimenti investigativi hanno cosentito di accertare che uno dei due arrestati risultava destinatario di due mandati di arresto europei emessi dalle Autorità Giudiziarie Spagnola e Greca, nonché colpito da provvedimento cautelare emesso da Tribunale di Kurbin (Albania) volto all’estradizione”. In relazione a questi provvedimenti, Selmanaj è accusato di furto aggravato, violazione di domicilio e associazione per delinquere in Spagna; furto aggravato, rapina aggravata, tentato omicidio volontario e associazione per delinquere in Grecia; tentato omicidio, lesioni personali gravi e fabbricazione e detenzione di armi da guerra in Albania. In Albania, in particolare, avrebbe sparato in un bar, ferendo gravemente e lasciando menomata una vittima. “Figure di spessore criminale”, chiosa Cini, anche per indicare che questa banda che, secondo le accuse, aveva messo a ferro e a fuoco Forlì nell'ultimo mese era composta da soggetti che non possono certo essere rubricati come 'ladruncoli'.

Uno dei banditi ricercato in tutta Europa

E d'altra parte i militari hanno sequestrato circa 10mila euro in contanti e gioielli per altri 10mila euro di valore. I carabinieri sono partiti dall'analisi che l'ultima raffica di furti si concentrava dalle 17 alle 20, quando cioè è già buio ma spesso le case sono ancora vuote, con i proprietari ancora occupati nel lavoro o nelle faccende domestiche, come la spesa. Piuttosto circoscritta anche l'area di azione e per questo sono stati rinforzati i servizi localizzati in borghese. E' nel corso di questi che la scorsa settimana i carabinieri hanno individuato due soggetti vestiti di scuro, piuttosto sospetti, aggirarsi in via Seganti. I militari li hanno visto quindi salire su una Grande Punto, un'auto a noleggio, e tornare un'oretta dopo nello stesso parcheggio, posto tuttavia ad oltre un chilometro dalla loro abitazione. Perché non parcheggiare sotto casa come tutti? Da questo dubbio sono partiti i servizi di osservazione, durati tre giorni. I militari li hanno quindi notati aggirarsi a bassa velocità e poi stazionare in aree poi risultate colpite da furti. Ben 7 furti in abitazione, tra riusciti e tentati potenzialmente a loro riferibili nell'arco di poche ore, lungo l'asse di viale Roma (con 'colpi' in via Matteucci, Marini, Vesi a Forlì e in via Fermi a Forlimpopoli). 

Come agiva la banda

I banditi, spiegano gli inquirenti, erano dotati di grande agilità e avevano preferenze per gli appartamenti posti ai secondi e terzi piani, in quanto meno protetti da inferriate e sistemi di allarme. Salire per loro non sarebbe stato un problema, aggrappandosi a grondaie e tubi del gas, saltando anche da un balcone all'altro. Sempre secondo i carabinieri avevano canali di ricettazione molto efficaci, dal momento che non sono stati ritrovati alcuni monili d'oro rubati il giorno precedente il blitz. Dopo l'ultima “scorribanda”, i carabinieri li hanno attesi in forze nella loro casa di via Vassura. I due sono stati quindi catturati dopo non poche resistenze. Le tasche erano ancora piene di gioielli appena asportati. I militari hanno poi recuperato diversa refurtiva, alcuni oggetti i cui proprietari sono stati già identificati e altri che invece attendono un riconoscimento. Per questo l'autorità giudiziaria ha diffuso le foto dei due arrestati: visto il loro sospetto “attivismo” è possibile che qualcuno se li sia trovati di fronte.

Il "basista"

Il giorno prima dell'arresto, la coppia di ladri era intenta a derubare una casa ma l'arrivo della proprietaria i malviventi sono fuggiti abbandonando un borsone di attrezzi da scasso, tra cui un flessibile per aprire le casseforti. Attrezzo che, però, è tornato nella loro disponibilità la mattina successiva: un altro albanese, operaio e da anni residente a Forlì, 34 anni regolare, lo ha ricomprato. Lo stesso è stato trovato in possesso di duemila euro in contanti e avrebbe fatto da intermediario per reperire l'abitazione alla coppia, giunta a Forlì dopo l'Epifania, dopo essere stata in città anche tra ottobre e dicembre scorsi. Il terzo albanese, il possibile “basista” è stato denunciato a piede libero, mentre accertamenti sono in corso sul proprietario di casa italiano che avrebbe omesso di segnalare i due inquilini. “Dopo il loro arresto abbiamo notato un sensibile calo dei furti”, è la conclusione dei carabinieri.

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