Cronaca

Specialisti dei furti nelle auto in sosta: nomadi inchiodati dalle telecamere

Secondo gli inquirenti quelli assicurati alla giustizia sono degli autentici professionisti del "settore", pronti a cogliere l'attimo propizio per derubare la malcapitata preda.

I ladri ripresi dalle telecamere

Sono considerati gli specialisti dei furti nelle auto in sosta. Ad inchiodarli una volta gli uomini della terza sezione della Squadra Mobile di Forlì-Cesena, coordinati dal vice dirigente Stefano Santandrea, al termine di un'attività investigativa iniziata lo scorso autunno dopo un furto ai danni di una coppia di coniugi forlivesi nei pressi del quartiere Cava. Le manette sono scattate per due nomadi, domiciliati in un campo rom a Bologna zona Pilastro.

"SPECIALISTI" - Si sono aperte le porte del carcere della Dozza, in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pubblico ministero Michela Guidi e firmata dal giudice per le indagini preliminari Luisa Del Bianco, per Micael Suffer, 27 anni, e Denny Azzo, 25 di San Lazzaro di Savena, entrambi con precedenti specifici alle spalle. Secondo gli inquirenti quelli assicurati alla giustizia sono degli autentici professionisti del "settore", pronti a cogliere l'attimo propizio per derubare la malcapitata preda.

IL FURTO - E' così è stato il 18 novembre scorso, quando nel mirino dei due ladri è finita una coppia di forlivesi. Quest'ultimi si erano recati con la propria "Fiat Panda" in viale Bologna per riempire alcune taniche alla Casa dell'Acqua. La donna nella circostanza aveva lasciato la borsa nell'abitacolo. Poco dopo si è materializzata una "Mercedes Classe A" grigia, che si è affiancata all'utilitaria. Dal lato passeggero è sceso quello che poi sarebbe stato identificato in Azzo, abile ad aprire lo sportello della vettura della coppia e prendere la borsa. All'interno vi erano circa 300 euro, carta bancomat, buoni pasto ed effetti personali.

TELECAMERE - I malcapitati si sono rapidamente accorti della presenza dei malviventi. L'uomo ha cercato inutilmente di fermarli, ma la "Mercedes" ha puntato contro di lui, rischiando di investirlo. Dopo la segnalazione al 113, alla Squadra Mobile il compito di sciogliere il bandolo della matassa. Utilissime ai fini delle indagini si sono rivelate le immagini ad alta definizione delle telecamere di videosorveglianza di un negozio della zona, che ha ripreso attimo per attimo la scena del crimine. La qualità dei fotogrammi ha permesso agli inquirenti di prender nota del numero di targa della "Mercedes" e di identificare attraverso una comparazione segnaletica l'autore materiale del furto.

LA CATTURA - La vettura, intestata ad una prestanome, è risultata ad uso di Suffer. La perquisizione al campo nomadi ha consentito agli investigatori di trovare e sequestrare i vestiti indossati dai ladri al momento del colpo. Elementi chiari e sufficienti, che si sono concretizzati in un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato eseguito giovedì mattina a Bologna: Azzo è stato raggiunto nella roulotte dove stava scontando i domiciliari per altri furti, mentre il complice è stato preso dopo una serie di appostamenti nei paraggi. Ora si trovano in carcere a disposizione della magistratura. Dovranno rispondere dell'accusa di rapina impropria.

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