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Lunedì, 17 Giugno 2024
Agricoltura

Gelate nel Forlivese, Confagricoltura: “Non tutti i produttori hanno potuto difendersi"

Da una prima ricognizione di Confagricoltura si palesano danni importanti

Le tanto temute gelate tardive hanno colpito il territorio forlivese. Nell'ultima notte, quella tra mercoledì e giovedì, le temperature sono scese fino a -5° C, come risulta da un monitoraggio di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini. E' in corso una prima ricognizione dei danni: in questo periodo le gelate rischiano di compromettere la produzione dei frutteti, in particolare peschi, albicocchi, peri, susini, ciliegi, kiwi, ma creano problemi anche ai vigneti.

"Soprattutto se il gelo, come è accaduto nell'ultima notte, si protrae per molte ore - rileva Alberto Mazzoni, presidente della circoscrizione di Confagricoltura Forlì -. Gli agricoltori si sono attivati per difendere le proprie coltivazioni, ma non sempre è stato possibile". "Nel nostro territorio i sistemi di difesa attiva più diffusi sono i cosiddetti ventoloni e gli impianti antibrina, ma questi ultimi hanno bisogno di acqua per funzionare - interviene Michele Ghetti, presidente di Anga Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini e frutticoltore forlivese -. Con tanti impianti attivati sul territorio, però, non sempre c'è stata una pressione costante per tutti e se diminuisce la pressione cala anche l'efficacia del sistema. Inoltre con i prezzi dell'acqua che sono esplosi, parliamo di un aumento dell'80% dal 2021 ad oggi per gli agricoltori forlivesi, difendersi dal gelo è diventato ancor più oneroso".

Per vedere gli effetti dannosi delle gelate occorrerà aspettare qualche giorno. Quella dell'ultima notte è stata una gelata per irraggiamento, tipica delle notti con cielo sereno e assenza di vento, alimentata dalle correnti fredde arrivate da Nord e da Est: condizioni che hanno portato a un repentino raffreddamento dell'areale romagnolo e nel forlivese si sono registrati tra i più importanti picchi negativi della Romagna.

“Nella centralina meteo del mio frutteto a Pieve Corleto, vicino alla via Emilia in zona Cosina, siamo arrivati fino a -5°C per oltre tre ore - puntualizza Ghetti -. Anche a Villafranca le condizioni sono state molto rigide: ma a parte i picchi, le gelate dell'ultima notte sono state generalizzate, dalla collina, dove le temperature sono state leggermente più miti, fino alla pianura. Una situazione simile a quella del 2020, un'annata passata alla storia per i danni alle produzioni frutticole”.

“Il clima cambia e ormai questi fenomeni non sono più isolati - sottolinea Mazzoni - tanto da mettere una seria ipoteca sul nostro lavoro. A non cambiare, però, sono le condizioni con cui i produttori agricoli si trovano ad operare: ci sono difficoltà per trovare le coperture assicurative e dotarsi di una difesa passiva degna di questo nome, mancano poi regole certe nel funzionamento del Fondo AgriCat sulle avversità catastrofali in agricoltura. Sul fronte della difesa attiva, invece, ci sono tanti agricoltori che contribuiscono con una tassa annuale al funzionamento del Cer e del Consorzio di Bonifica ma poi non hanno la possibilità di poter usufruire dell'acqua per i sistemi antibrina e successivamente per l'irrigazione, un aspetto che crea disequilibri sul territorio e una mancata competitività delle imprese agricole coinvolte. Siamo in un territorio dove l'acqua c'è ma ha costi importanti, così come importanti sono le differenze tra le tariffe di Forlì-Cesena e Ravenna – conclude Mazzoni – Differenze dovute a come la risorsa idrica arriva in azienda, ad esempio se con i canali o in pressione, ma è sempre più necessario ragionare sull'efficienza di distribuzione. Ne va della competitività del nostro sistema agricolo”.

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