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Appropriazione indebita e evasione fiscale, nuova inchiesta su Gianluca Pini

L'accusa che gli è stata addebitata è di appropriazione indebita aggravata e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, in concorso con altri non ancora identificati

La Procura di Forlì ha aperto un altro fascicolo sul deputato della Lega Nord, Gianluca Pini, già indagato con l'accusa di millantato credito. L'accusa che gli è stata addebitata è di appropriazione indebita aggravata e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, in concorso con altri non ancora identificati. L’interrogatorio è previsto per il 3 maggio, davanti al Procuratore della Repubblica, Sergio Sottani, e il sostituto procuratore Fabio Di Vizio.

Secondo i magistrati, ’ammontare dell’intera evasione fiscale sarebbe di 2 milioni di euro. L'indagine parte da una delle società di Pini, la “Nikenny Corporation srl”, di cui il deputato del Carroccio deteneva il 40% e di cui è stato amministratore unico fino al 2004. La società, nata per il commercio all’ingrosso di prodotti cinesi di elettronica, si è convertita nel business dell’importazione di caffè malese. L'amministratore era una donna, società al 30%.

Le restanti quote erano equamente divisa due leghisti. La società era finita nel mirino della Guardia di Finanza con l'accusa di aver emesso fatture inesistenti. L'amministratrice venne indagata, ma tutto finì poi in prescrizione. A fine 2010 era emerso che la società aveva evaso due milioni di euro. Secondo l'accusa, Pini a quel punto avrebbe creato una seconda società, chiamata Gold Choice Europe srl, che ha rilevato il ramo malese della Nikenny. Il deputato era amministratore e socio di maggioranza.

Per i magistrati l'esponente della Lega Nord avrebbe di fatto trasformato la società debitrice per 2 milioni in una scatola vuota. In gergo, questa procedura viene definita “bara fiscale”. Ma gli inquirenti sono al lavoro anche per capire il movimento di 400mila euro, appartenenti alla Nikenny, fatti rientrare in Italia mediante scudo fiscale. Ora si vuole capire che fine ha fatto il restante milione e 600 mila euro.

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